La Chiesa d'Inghilterra si scusa per le adozioni forzate del dopoguerra

Scuse storiche della Chiesa anglicana per le adozioni forzate imposte tra il 1945 e gli anni Settanta.
LONDRA - La Chiesa d'Inghilterra sta per presentare scuse formali per il ruolo avuto nelle adozioni forzate imposte alle ragazze madri nei decenni successivi alla Seconda guerra mondiale nel Regno Unito.
Lo riferisce la Bbc, che ha preso visione di una bozza del documento in cui l'istituzione religiosa afferma di essere «profondamente dispiaciuta», in quello che rappresenta un primo importante atto simbolico di trasparenza rispetto al passato da parte della nuova guida spirituale Sarah Mullally, insediatasi di recente come prima donna arcivescovo di Canterbury, e quindi primate della Chiesa anglicana.
Il fenomeno storico riguardò decine di migliaia di neonati sottratti alle madri per il solo fatto di non essere sposate, in un arco di tempo compreso tra il dopoguerra e la metà degli anni Settanta. L'istituzione religiosa, come emerge dalla bozza del mea culpa, riconosce «l'impatto permanente di queste esperienze e il ruolo svolto in un sistema plasmato da atteggiamenti e comportamenti che oggi riconosciamo come dannosi».
Si legge inoltre: «Per il dolore e il trauma vissuti da molte donne e molti bambini nelle case affiliate alla Chiesa, siamo profondamente dispiaciuti». La Church of England in passato gestì circa un centinaio di strutture nel Regno dove avvenivano le adozioni forzate.



