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Considerati «non essenziali»
STATI UNITI
22.03.2020 - 11:110

Coronavirus: aborti vietati per non "sprecare" guanti e mascherine

L'Ohio vuole ottimizzare le risorse per affrontare l'emergenza. Per gli abortisti si tratta solo di una scusa.

COLUMBUS - Le donne che intendono abortire in queste concitate settimane caratterizzate dall'emergenza coronavirus potrebbero non riuscire a farlo in Ohio. Il procuratore generale dello Stato del Midwest ha infatti emesso il divieto di praticare interruzioni di gravidanza volontarie perché si tratterebbe di procedure mediche «non essenziali».

Alle prese con circa 250 contagi e tre decessi, l'Ohio si prepara come il resto degli Stati Uniti alla possibile carenza di dispositivi di protezione come mascherine, guanti e camici monouso e ha perciò proibito tutti gli interventi chirurgici «non essenziali ed elettivi» per ridurne al minimo il consumo. Ora, il procuratore generale ha chiarito che anche le interruzioni di gravidanza volontarie rientrano in questa categoria.

«Si ordina a voi e alla vostra struttura di smettere immediatamente di eseguire aborti chirurgici non essenziali ed elettivi», ha scritto Dave Yost in una lettera alle cliniche che praticano interruzioni di gravidanza citata da CBS News. «Gli aborti non essenziali sono quelli che possono essere rimandati senza rischio eccessivo per la salute attuale o futura della paziente», ha aggiunto.

La misura dovrebbe quindi toccare tutte le interruzioni di gravidanza che non si rendano necessarie per salvare la vita o tutelare la salute della gestante. Agli occhi dei pro abortisti ciò appare come un tentativo di cavalcare l'emergenza coronavirus per dare un'ulteriore stretta al diritto all'aborto: «Il governo non dovrebbe sfruttare questa crisi come scusa per prendere di mira le cliniche in cui si praticano interruzioni di gravidanza e cercare così d'impedire alle cittadine dell'Ohio di accedere a questo servizio, che è urgente e fa parte dell'assistenza sanitaria essenziale», sottolinea Freda Levenson, la direttrice legale dell'associazione per la difesa delle libertà civili ACLU of Ohio.

Le cliniche dell'Ohio che praticano aborti non sembrano tuttavia pronte a lasciarsi fermare dalla lettera del procuratore generale: «Le nostre porte rimangono aperte per questo servizio», hanno chiarito Iris E. Harvey e Kersha Deibel, direttrici di due cliniche locali della catena Planned Parenthood. «Si tratta di una procedura essenziale», ribadiscono.

In Ohio l'aborto è normalmente possibile fino alla 20a settimana (in Svizzera fino alla 12a) ed è attivamente scoraggiato dallo Stato. Una donna che voglia richiedere un'interruzione di gravidanza deve infatti sottoporsi a due consulenze statali a distanza di almeno 24 ore l'una dall'altra volte proprio a farla desistere.                

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