keystone-sda.ch (HEDAYATULLAH AMID)
AFGHANISTAN
10.03.2020 - 09:060

Gli Usa chiedono all'Onu un voto per la pace con i talebani

L'accordo era già stato siglato fra le parti lo scorso 29 febbraio e comprende un cessate il fuoco completo

NEW YORK - Gli Stati Uniti hanno chiesto un voto stasera del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per approvare tramite risoluzione l'accordo di pace concluso con i talebani il 29 febbraio, che comprende il ritiro militare americano dall'Afghanistan.

Lo si apprende da fonti diplomatiche, che fanno notare come la mossa Usa di chiedere all'Onu di avvallare il loro accordo coi talebani sia piuttosto singolare per un patto tra un Paese straniero e un gruppo di guerriglia.

La bozza di risoluzione, di cui l'agenzia Afp ha visionato una copia, «chiede con urgenza al governo della Repubblica islamica dell'Afghanistan di portare avanti il processo di pace, anche partecipando a negoziati inter-afghani con una squadra di negoziatori diversificata e inclusiva, composta da leader politici e della società civile afghana, che includa donne».

I negoziati inter-afghani, soprattutto fra governo afghano e talebani, dovrebbero iniziare oggi, secondo quanto concordato fra Usa e talebani, e avranno come primo obiettivo quello di assicurare un cessate il fuoco completo e duraturo e, in prospettiva, di una condivisione del potere.

L'accordo firmato il 29 febbraio fra Stati Uniti e talebani dopo lunghi negoziati in Qatar, prevede fra l'altro il ritiro dei circa 12'000 militari americani stazionati in Afghanistan in un arco di tempo di 14 mesi, con una riduzione a circa 8600 nei primi 135 giorni, anche se resterà un contingente per combattere i gruppi terroristici. I talebani però dovranno rispettare i patti: rompere con tutte le organizzazioni terroristiche, a partire da Al Qaida, oltre ad avviare da oggi i negoziati con il governo di Kabul, finora escluso da ogni trattativa.

Governo che è al momento in preda a una crisi istituzionale grave, con un presidente ufficialmente eletto, Ashraf Ghani, riconfermato dal voto per un secondo mandato, e un presidente autoproclamato, l'ex vicepresidente Abdullah Abdullah, che ritiene di aver vinto lui le elezioni. I due ieri si sono insediati "parallelamente" in due cerimonie separate in due ali del palazzo presidenziale a Kabul.

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