keystone-sda.ch / STF (Vincent Thian)
GERMANIA
04.02.2020 - 16:450
Aggiornamento : 17:23

Coronavirus: Germania, Francia e Regno Unito invitano i connazionali a lasciare la Cina

I rispettivi ministeri degli esteri segnalano possibili difficoltà di spostamento e restrizioni nell'assistenza medica oltre al rischio di contagio

BERLINO - I governi tedesco, britannico e francese hanno suggerito ai loro connazionali presenti in Cina di lasciare il Paese a causa dell'epidemia di coronavirus.

«I consolati generali a Wuhan e Chongqing sono chiusi, se vi trovate in Cina e siete in grado di partire, dovreste farlo», si legge in una nota del Ministero degli esteri britannico, in cui si aggiunge che «le persone più anziane e quelle con problemi clinici pre-esistenti rischiano maggiormente» di contrarre il virus. «Alcune compagnie aeree sono ancora operative, ma nelle prossime settimane potrebbe essere più difficile partire», sottolinea lo scritto.

Anche le autorità francesi rivolgono un consiglio simile ai cittadini dell'Esagono in Cina. In considerazione dell'evolversi dell'epidemia di coronavirus e «a titolo precauzionale», la Francia raccomanda ai suoi connazionali, «in particolare alle famiglie, che non hanno ragioni fondamentali di restare in Cina, di allontanarsi momentaneamente dal Paese». Lo si legge nei "Consigli ai viaggiatori" del sito del Quai d'Orsay.

Berlino rende attenti anche sul tema del'assistenza medica, sottolineando tra l'altro che «le enormi richieste» nei confronti del sistema sanitario cinese «possono portare a restrizioni» delle cure. Il rischio per i viaggiatori tedeschi è valutato come «elevato» in particolare nella provincia di Hubei. Il Ministero degli esteri ricorda infine che le «crescenti restrizioni» nella normale mobilità - dai viaggi in treno ai voli - potrebbero rendere poi impossibile partire.

Per quanto riguarda i cittadini svizzeri, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) si limita a sconsigliare di recarsi nella provincia più colpita dall'epidemia, quella di Hubei, molte aree della quale sono peraltro isolate e irraggiungibili. Per chi si reca nelle restanti regioni della Cina, l’UFSP raccomanda di: adottare buone misure di igiene personale come lavarsi regolarmente le mani; starnutire o tossire in un fazzoletto o, in mancanza, nella piega del gomito; evitare possibilmente il contatto con persone affette da sintomi respiratori; evitare possibilmente i grandi assembramenti di persone; attenersi alle istruzioni e alle raccomandazioni locali.

I viaggiatori svizzeri di ritorno dalla Cina che entro 14 giorni dal rientro sviluppino disturbi respiratori o febbre devono consultare un medico. È tuttavia importante informarlo già al telefono di essere rientrati da poco dal Paese asiatico e non recarsi direttamente in studio. 

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