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Controlli all'aeroporto di Wuhan
CINA
21.01.2020 - 11:080
Aggiornamento : 11:47

Coronavirus: sette casi fuori dalla città del focolaio

Controlli anche a Roma, una delle tre città europee con voli diretti da Wuhan. Confermate altre due vittime

di Redazione
Ats

WUHAN / STOCCOLMA - Sono sette finora le persone colpite dal nuovo coronavirus cinese fuori da Wuhan, la città epicentro del focolaio dell'epidemia: sono stati segnalati casi a Pechino e Guandong in Cina, e poi in Thailandia, Giappone e Corea del Sud. A fare il punto è il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), che ritiene comunque ancora basso il rischio dell'arrivo del virus in Europa.

Tutti i casi che sono stati diagnosticati fuori da Wuhan sono relativi a persone che avevano viaggiato nella città cinese, dove sono in corso attività e misure ulteriori di igiene e pulizia ambientale.

Pur essendo basse, le probabilità di arrivo del virus nell'Unione europea possono ora aumentare con le imminenti celebrazioni del Capodanno cinese, previste tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, per via dell'aumento dei viaggi da e per la Cina. In Europa sono tre gli aeroporti che hanno voli diretti con Wuhan (Roma Fiumicino, Parigi Charles De Gaulle, Londra Heathrow), mentre altri hanno connessioni indirette.

Altre due persone morte per il virus - Intanto, altre due persone sono morte in Cina dopo essere state contagiate da un misterioso virus, portando a sei le vittime totali. Lo riferiscono fonti ufficiali.

Il Giappone adotta misure di prevenzione - Il governo giapponese adotterà dal canto suo nuove misure per contenere la minaccia della diffusione del coronavirus originato in Cina, dopo il primo caso confermato la scorsa settimana nel Paese del Sol Levante. Il premier Shinzo Abe si è riunito con i ministri preposti e ha ordinato l'applicazione di un sistema di quarantena per il controllo dei passeggeri provenienti dalle aree definite a rischio, nel tentativo di prevenire l'espansione del virus in Giappone.

I pazienti sospetti verranno esaminati dall'Istituto nazionale delle malattie infettive e le autorità sanitarie manterranno una stretta vigilanza delle persone che sono state in contatto con gli individui infetti. Il governo coordinerà le informazioni con gli altri Paesi e le rilevanti organizzazioni, tra cui l'Organizzazione mondiale della Salute, mantenendo la popolazione costantemente aggiornata. Abe ha confermato che finora in Giappone non si sono verificati casi di trasmissione da persona a persona, ma la vigilanza rimarrà alta per l'elevato numero di vittime segnalate in Cina.

L'unico caso di polmonite associata a coronavirus registrato in Giappone riguarda un uomo di circa 30 anni, cittadino cinese, rientrato da un viaggio a Wuhan a inizio gennaio. Nel periodo tra il 24 e il 30 gennaio si prevede un forte flusso di turisti dalla Cina in Giappone, in concomitanza con le festività del Capodanno cinese.
 
 


 
 

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