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Carola Rackete è pronta per salpare.
GERMANIA
08.08.2019 - 13:510

Carola Rackete è pronta a salpare di nuovo

L'ex capitano della "Sea Watch 3" ha detto alla tv tedesca che, se necessario, è pronta a riprendere il mare per salvare migranti nonostante i problemi con la giustizia italiana

BERLINO - Carola Rackete, l'ex capitano della "Sea Watch 3", ha detto alla tv tedesca che se necessario è pronta a riprendere il mare per salvare migranti nonostante i problemi con la giustizia italiana. «Se manca di nuovo un capitano e di nuovo non ce n'è nessuno, allora in ogni caso», ha detto Rackete in un intervista al secondo canale pubblico (Zdf) rispondendo alla domanda "Salpa di nuovo?".

La risposta è venuta dopo che l'intervistatrice che conduce il talk show omonimo, Dunya Hayali, l'ha incalzata ponendo per una seconda volta la domanda.

A un primo interrogativo («Lo rifarebbe o la fa, esce di nuovo?») posto dopo aver ricordato che in Italia rischia «dieci anni» di carcere, Rackete aveva risposto dicendo che «abbiamo bisogno di navi nella zona di ricerca e salvataggio. È chiaro, e statisticamente, provato che meno navi abbiamo e più gente muore». I droni dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) «non possono salvare» vite umane, aveva ricordato fra l'altro nella sua prima intervista alla tv tedesca.

Carola Rackete ha anche ricordato che un'insistenza del ministero degli Interni di Berlino a far registrare in Italia i migranti della nave "Sea Watch 3" di cui era capitano impedirono che la crisi trovasse una soluzione profilatasi già il giorno dopo il salvataggio.

«Quello che è interessante nel nostro caso è che, un giorno dopo che avevamo fatto il salvataggio, la città di Rottenburg si era dichiarata pronta ad prendere i fuggiaschi», ha ricordato Rackete.

La città del Baden-Wuerttemberg era pronta anche a «mandare un bus finanziato» da donazioni, ha aggiunto la 31enne ricordando che l'operazione però «avrebbe dovuto ricevere un permesso». Ma «il ministro dell'Interno tedesco ha insistito che venissero registrati in Italia. Ciò vuol dire che una soluzione ci sarebbe potuta essere», ha detto.

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