Keystone
STATI UNITI
08.03.2018 - 20:010
Aggiornamento 21:47

«Dazi entro 15 giorni»

Trump ha firmato l'accordo sulle nuove misure riguardanti l'importazione di acciaio e alluminio. Intanto 11 Paesi si accordano senza gli USA

WASHINGTON - Sfidando la comunità internazionale, i mercati e le istituzioni finanziarie mondiali (ultimo in ordine di tempo il presidente della BCE Mario Draghi), il suo partito e alcuni ministri chiave, Donald Trump vara i dazi al 25% sull'acciaio e al 10% sull'alluminio con una cerimonia in pompa magna alla Casa Bianca, davanti ai rappresentanti del settore.

Ma, mentre 11 Paesi rispolverano il patto commerciale transpacifico (Tpp) in funzione anti-Usa, sceglie una soluzione «flessibile», riservandosi di aumentare o abbassare i dazi in qualsiasi momento e di esentare provvisoriamente alcuni Paesi: come l'Australia, o il Canada e il Messico, quest'ultimi però solo in subordine ad una efficace rinegoziazione dell'accordo di libero commercio nordamericano Nafta.

Eccezioni che rischiano di aprire il vaso di Pandora delle richieste per un trattamento speciale. Il segretario al commercio Wilbur Ross ha spiegato che le esenzioni saranno basate sugli interessi della sicurezza nazionale Usa, intesi in senso lato, dall'occupazione agli effetti su singole industrie.

Trump si era detto «impaziente» di firmare le nuove misure sin dal mattino su Twitter, annunciando subito però «grande flessibilità e cooperazione verso quelli che sono i veri amici e ci trattano equamente, sia sul piano commerciale che militare». Un criterio ribadito poco più tardi in una riunione di governo alla Casa Bianca, l'ultima di Gary Cohn, «un globalista che tuttavia mi piace ancora e che ho la sensazione ritornerà», ha sottolineato il presidente, riferendosi al consigliere economico dimissionario perché contrario ai dazi.

«Saremo molto equi e molto flessibili», ha insistito Trump. «Abbiamo relazioni molto buone con l'Australia, abbiamo un'eccedenza commerciale con questo paese formidabile, un partner di lunga data», ha detto anticipando la sua esenzione dalle tariffe. «Faremo qualche cosa con altri Paesi», ha proseguito, mostrandosi però molto critico con Berlino, e non solo sul commercio: «Abbiamo amici e anche dei nemici che si sono approfittati enormemente di noi da anni su commercio e difesa. Se guardiamo la Nato, la Germania paga l'1% e noi paghiamo il 4,2% di un pil molto più importante. Questo non è giusto».

L'Ue ha già pronte misure di ritorsione sino a 3,5 miliardi di dollari su un'ampia gamma di prodotti americani, realizzati in particolare nei 'red state', per mettere in difficoltà Trump nelle elezioni di midterm. Anche la Cina, vero bersaglio per il suo eccesso di produzione sovvenzionata di acciaio, è sul piede di guerra e minaccia «un'appropriata e necessaria risposta». «Scegliere la guerra commerciale è una soluzione sbagliata. Alla fine si danneggiano gli altri e se stessi», ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi.

Ma la risposta forse più preoccupante per gli Usa l'hanno già data gli undici Paesi che hanno firmato oggi in Cile una nuova versione del Tpp, un accordo di libero scambio che copre 500 milioni di consumatori abbattendo i dazi. Tra i firmatari, che insieme rappresentano il 13,5% dell'economia mondiale, ci sono anche alleati di primo piano degli Stati Uniti, come Canada, Giappone e Australia. L'intesa era stata proposta negli anni scorsi da Barack Obama per fermare l'ascesa di Pechino ma poi Trump aveva deciso di uscirne: ora gli Usa ne diventano il bersaglio, mentre la Cina potrebbe essere spronata ad entrare.

Ma per adesso Trump, stretto tra il Russigate e lo scandalo dell'affaire con la pornostar Stormy Daniels, tira dritto sui dazi, incurante anche della lettera di 107 parlamentari repubblicani timorosi che una guerra commerciale freni la crescita Usa.

«Entro 15 giorni» I dazi sull'importazione di acciaio e alluminio entreranno in vigore nel giro di 15 giorni, fatta eccezione per i paesi esentati, come Canada e Messico. Lo riferisce l'agenzia stampa AP citando fonti esterne alla Casa Bianca. Tutti i Paesi interessati dalle nuove tariffe, secondo le stesse fonti, saranno invitate a negoziare esenzioni se possono affrontare la minaccia che il loro export pone agli Usa.
 
 

Commenti
 
moma 6 mesi fa su tio
Trump, i dati lo confermano, sta risistemando l'America e il mondo. Non mi piace come personaggio, ma ammetto che sta facendo bene.
F/A-18 6 mesi fa su tio
@moma Sta facendo bene mica tanto.....pensa che le sue donne le ha dovute pagare due volte, la prima per portarsele a letto e la seconda per non farlo sapere a nessuno.....ah ahahah, parlo di centinaia di "donne" che non vedono l'ora di farsi ulteriore pubblicità. Alias, per un presidente d'America tutte queste sputtanate già fanno capire con chi abbiamo a che fare, quindi anche moralmente vale zero.
F/A-18 6 mesi fa su tio
Buffone, arrogante, privo di cultura e per niente democratico, fino ad ora ha fatto solo disastri, il problema è che i suoi disastri li pagheremo un po' tutti.
F.Netri 6 mesi fa su tio
@F/A-18 Infatti.... Trump non è democratico bensì repubblicano.
seo56 6 mesi fa su tio
Grande!!!
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