LUGANO
06.10.2011 - 20:180
Aggiornamento : 23.11.2014 - 21:15

L'Angelo erotico di Leonardo arriva in città

L'opera più scabrosa e imbarazzante di Leonardo Da Vinci, un angelo con un fallo in erezione, in mostra al Museo Cantonale d'Arte di Lugano

LUGANO - L'angelo che imbarazzò la regina Victoria tanto che - si dice - decise di disfarsene per pudore, approda a Lugano. È "L'Angelo incarnato & Salai"  di Leonardo da Vinci che potrà essere ammirato dal 16 ottobre fino all'8 gennaio del 2012 al Museo Cantonale d'Arte di Lugano. Il disegno ha fatto il giro del mondo ed ora arriva per la prima volta in Svizzera. Si tratta dell'opera più scabrosa e imbarazzante di Leonardo, e il suo ritrovamento - nel 1991 - suscitò un grande clamore in tutto il mondo. Tutta colpa o merito, di quella figura angelica con l'organo sessuale maschile in erezione raffigurato sul foglio. Un disegno che risale ai primi anni del 1500 e mostra un adolescente languido, dal seno e dalla capigliatura femminili, ma con sorriso beffardo e compiacente, e una virilità ostentata, che rivela l’ambiguità sia anatomica che morale dell’opera. Nel giovinetto ritratto da Leonardo è stata riconosciuta l’effige del suo allievo, e forse anche suo amante, Gian Giacomo Caprotti detto Salai (1480-1523).

Del rapporto tra il maestro e il suo allievo se n'è parlato in serata nella Sala degli Specchi di Villa Ciani, assieme all'illustre professore Carlo Pedretti, uno tra i più importanti studiosi di Leonardo, che ha raccontato in anteprima la nuova edizione del suo volume "Leonardo da vinci, L'angelo incarnato", dedicato appunto alla storia dell’opera e alle vicende dell'adolescente ritratto da Leonardo.
Intervistato da Salvatore Giannella, giornalista e scrittore, collaboratore di Oggi e di BBC History Italia, Carlo Pedrotti ha raccontato di aver avuto l'idea di una mostra a Lugano dopo aver visto il libro di Mario Botta. "La lingua degli angeli per principianti". "Erano raffigurati degli angeli bellissimi, disegni stupendi" ha spiegato il professore.

L'opera, come detto, potrà essere visitata al Muso Cantonale d'Arte, nell'ambito della grande mostra "Tesori a Lugano", che proporrà un'accurata selezione dei capolavori presenti nelle collezioni cittadine e cantonali; trecento opere per un viaggio nella storia dell'arte, dal Quattrocento ai nostri giorni. "Una  mostra che lascerà il segno" ha dichiarato il sindaco di Lugano Giorgio Giudici, prima di presentare al pubblico Carlo Pedretti, "perchè - ha continuato il sindaco - l'arte e la cultura rendono grande un popolo, anche se qui alcuni ancora non se ne sono resi conto". Chi ha orecchie da intendere, intenda.

 Sal Feo

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