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Il sistema carcerario ticinese sotto la lente

L'interrogazione a firma Petralli, Berardi e Savary chiama in causa il Governo sui temi del sovraffollamento e dell'aumento dei casi psichiatrici.
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Il sistema carcerario ticinese sotto la lente
L'interrogazione a firma Petralli, Berardi e Savary chiama in causa il Governo sui temi del sovraffollamento e dell'aumento dei casi psichiatrici.

BELLINZONA - Da un lato «si registra una situazione di sovraffollamento che rende più complessa la gestione quotidiana dei detenuti e aumenta la pressione sul personale». Dall’altro «emergono difficoltà nel reperire personale qualificato, elemento fondamentale per garantire la sicurezza delle strutture, il rispetto delle condizioni di detenzione e il buon funzionamento dell’intero sistema carcerario».

I granconsiglieri Giulia Petralli (Verdi), Giovanni Berardi (Il Centro) e Beppe Savary (PS) interrogano il Governo sul sistema carcerario ticinese, domandando «se dispone delle risorse necessarie per affrontare sovraffollamento e aumento dei casi psichiatrici». Sono situazioni che «richiedono competenze specifiche e una presa a carico adeguata anche dal punto di vista clinico. Questa evoluzione comporta ulteriori sfide operative per il personale penitenziario».

Per i parlamentari, «in questo contesto già delicato, alcune decisioni di carattere organizzativo e finanziario rischiano di aggravare ulteriormente le difficoltà del settore. In particolare, destano interrogativi l’applicazione delle misure generali di contenimento del personale anche a un ambito già sotto pressione, così come alcune limitazioni nei processi di assunzione».

Da qui la richiesta al Consiglio di Stato se ritenga «appropriata l’applicazione anche a questo ambito della misura della non sostituzione del 10% del personale partente», e se «in caso di pensionamento di un collaboratore, sia necessario attendere fino a sei mesi prima di poter procedere con una nuova assunzione». E ancora: «Il Consiglio di Stato non riterrebbe appropriato versare il premio per prestazioni eccezionali (art. 56 Regolamento dei dipendenti dello Stato)? Per quali ragioni pratiche, attualmente, le persone titolari di un permesso di domicilio (permesso C) non possono partecipare al concorso per aspiranti agenti di custodia?». Infine: «Il Consiglio di Stato ritiene che le risorse attualmente disponibili siano sufficienti per garantire una presa a carico adeguata, dal punto di vista clinico, dei detenuti con problematiche psichiatriche?»

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