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CANTONE / SVIZZERA

Creazione di nuove aziende, crollo in Ticino

A livello nazionale le iscrizioni al registro di commercio sono scese del 38%.
Keystone
Fonte ats
Creazione di nuove aziende, crollo in Ticino
A livello nazionale le iscrizioni al registro di commercio sono scese del 38%.
Il nostro Cantone è il secondo (ma il primo di un certo peso) che presenta la flessione maggiore: -63%
ZURIGO - Il coronavirus fa crollare la voglia di fare impresa in Svizzera: durante quattro settimane di restrizioni dovute alla pandemia la creazione di nuove aziende è scesa a livello nazionale del 38% rispetto allo stesso periodo del 2019. I...

ZURIGO - Il coronavirus fa crollare la voglia di fare impresa in Svizzera: durante quattro settimane di restrizioni dovute alla pandemia la creazione di nuove aziende è scesa a livello nazionale del 38% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il Ticino è - dopo Appenzello Interno - il cantone che presenta la flessione maggiore, pari al 63%, emerge dai dati (relativi al periodo 18 marzo-14 aprile) pubblicati oggi da Crif, società attiva nel campo dell'azione antifrode, dei controlli di solvibilità e dell'informazione per aziende e privati. Concretamente, l'anno scorso a sud delle Alpi nelle settimane in rassegna si erano iscritte al registro di commercio 190 società, mentre nel 2020 il numero è sceso a 70.

Flessioni notevoli si registrano fra l'altro a Friburgo (-53%), Ginevra (-52%) e Berna (-44%). Zurigo è un po' sotto la media (-32%), mentre i Grigioni (-23%, da 73 a 56) sono fra i cantoni meno colpiti dall'arretramento, in una classifica che vede nella luce migliore Svitto (-16%). Complessivamente in Svizzera nel mese scarso in questione sono state create 2143 realtà aziendali, contro le 3461 del corrispondente lasso di tempo del 2019.

Per quanto riguarda i singoli settori a soffrire di più è il comparto attività artistiche e intrattenimento (-51%). Anche il ramo delle attività amministrative e dei servizi di supporto (-50%), quello delle attività professionali (-46%) e quello dei servizi di appoggio risultano pesantemente colpiti.

Nell'istruzione l'arretramento è del 38%, nella costruzione del 37%, nelle attività immobiliari del 34% e nella sanità e assistenza sociale del 30%. L'unico settore che presenta un calo più contenuto è quello finanziario e assicurativo (-9%).
 
 

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