Riciclava soldi per il boss a Lugano
Guardia di finanza
CANTONE / ITALIA
06.08.2020 - 14:130
Aggiornamento : 15:11

Riciclava soldi per il boss a Lugano

Sequestrati tre milioni di euro a un’avvocatessa di Milano legata al camorrista Vincenzo Guida.

Il denaro nei conti correnti svizzeri, denominati “Mago Merlino” e “Vedri Investment SA”, potrebbe essere destinato in favore della collettività.

MILANO - Per quasi vent’anni aveva gestito, in una banca di Lugano, un conto corrente sul quale sarebbero confluiti centinaia di migliaia di euro di due camorristi. Oggi la Guardia di finanza ha confiscato all’avvocatessa B.S. (e al suo compagno) tre milioni di euro.

La donna era stata arrestata nel 2016 con l’accusa di aver riciclato denaro per conto del boss della Camorra Vincenzo Guida. Il conto, chiamato “Ostrica”, era stato aperto nel 2004 presso una banca di Lugano. I soldi venivano spostati in diverse filiali dello stesso istituto di credito, per poi tornare a Milano in contanti. Nel 2018 l’avvocatessa è stata condannata per riciclaggio, avendo “ripulito” i proventi illeciti del boss. Vincenzo Guida è stato definito l’uomo della “banca della Camorra” per il giro di usura su larga scala realizzato a Milano per la “nuova famiglia” della camorra napoletana.

Il legame dell’avvocatessa con il sodalizio criminale campano è emerso in più occasioni: era stata accusata di aver preparato la deposizione del testimone di un omicidio, di aver lavorato come intermediaria nell’acquisto di alcuni locali da parte del clan Guida e di corruzione di un parlamentare. Questura di Milano e Guardia di finanza parlano oggi di «pericolosità sociale della professionista».

Il sequestro odierno di tre milioni di euro è legato a un atto di compravendita immobiliare. L’avvocatessa avrebbe tentato in questo modo di giustificare il denaro presente sui conti svizzeri utilizzati per riciclare i soldi del clan. In particolare, sono stati sequestrati due conti denominati “Mago Merlino” e “Vedri Investment SA”. Il provvedimento potrebbe consolidarsi in una confisca antimafia, e «i beni sequestrati saranno a quel punto sottratti al circuito dell’economia criminale per essere destinati in favore della collettività», spiega la Guardia di finanza.

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