«È da sei anni che qui è tutto fermo»

Dopo la riqualifica di Palazzo Poncini, parte del cantiere, nel nucleo di Agra, è da anni fonte di disagi per il vicinato. Il Municipio: «Comprendiamo il dispiacere e auspichiamo che i lavori riprendano al più presto»
Dopo la riqualifica di Palazzo Poncini, parte del cantiere, nel nucleo di Agra, è da anni fonte di disagi per il vicinato. Il Municipio: «Comprendiamo il dispiacere e auspichiamo che i lavori riprendano al più presto»
AGRA - Gli abitanti di via al Palazzo, nel nucleo di Agra, ormai ne parlano scherzandoci su. Qualcuno la chiama «l'opera». Una grossa impalcatura che, come suggerito anche dallo strato rossastro di ruggine che ne veste la superficie, se ne sta lì a sorreggere l'anima scoperta adiacente al ristrutturato Palazzo Poncini ormai da anni. Sei, per essere precisi. «Queste sono del giugno 2020», ci dicono, mostrandoci le foto dei primi giorni di cantiere, una delle persone che se lo ritrovano di fronte ogni volta che aprono la porta di casa.
Una situazione poco "aurea"
E non è solo il fatto che "è brutto da vedere". Tocca infatti mettere in conto anche i disagi derivati dal fatto che l'accesso ad alcuni di quelle abitazioni oggi è limitato a una strettoia percorribile unicamente a piedi. E poi c'è l'aspetto della sicurezza che «mi lascia perplesso», ci dice uno dei nostri interlocutori. «Nel nucleo ci sono ancora ragazzini che giocano liberamente e un loro eventuale accesso al cantiere risulta tutt'altro che impossibile», come testimonia anche il grosso buco nella schermatura della struttura metallica, attraverso il quale anche un adulto può facilmente accedere all'area dei lavori.
La riqualifica di Palazzo Poncini
Rimasto a lungo in stato di abbandono, Palazzo Poncini fu costruito attorno alla metà del XIX secolo per volere dell'allora parroco di Agra, Don Alberto Poncini, come magione della famiglia. Nei primi anni del Novecento divenne una struttura alberghiera per ospitare i parenti dei pazienti dell'allora sanatorio. Con la chiusura di quest'ultimo, la struttura cambiò parzialmente destinazione, diventando un ostello di vacanza per i giovani fino alla suo chiusura nei primi anni '80. L'intervento di ristrutturazione e riqualifica contempla ora un indirizzo residenziale con la creazione di 18 appartamenti di pregio, mantenendo però intatta la struttura esterna originaria.
Una lunga convivenza, insomma, che ha inevitabilmente logorato i nervi e lasciato un certo senso di scoramento tra il vicinato di quello che è considerato ─ e a giusta ragione ─ un fiore all'occhiello tra i Comuni del nostro cantone. Tuttavia, «ripetuti scritti alle autorità comunali non hanno portato ad alcun risultato».
Nel corso di quella fitta corrispondenza, l'esecutivo già nel 2024 aveva espresso la consapevolezza sul fatto che «la presenza di un cantiere può dare origine a diversi disagi» e «purtroppo la complessità dell'intervento ha inciso parecchio sui tempi di esecuzione», ritenendo però che «nel complesso» progettisti e maestranze si erano adoperate per «contenere gli inevitabili disagi». E lo scorso autunno, in risposta a un nuovo scritto, anche l'Ufficio tecnico comunale, confermando di continuare a seguire da vicino l'evoluzione del cantiere, parlava di una situazione «insoddisfacente sia sotto il profilo estetico sia in termini di decoro urbano». Poco "aurea", possiamo dire, per un Comune dal nome così pregiato.
Quando riprenderanno i lavori?
La grande domanda che si fanno ora in via al Palazzo è: quando ripartiranno, finalmente, i lavori nel cantiere? «Il Municipio auspica che i lavori possano riprendere quanto prima. Tuttavia, la ripresa del cantiere dipende anzitutto dalla conclusione della procedura edilizia e dalle successive decisioni della proprietà», ci spiega il sindaco di Collina d'Oro, Andrea Bernardazzi. E, in merito a quello che sarà poi l'eventuale orizzonte per la conclusione dei lavori, «il Comune non dispone di un programma aggiornato dei lavori e non è pertanto in grado di indicare una data per il completamento dell'intervento».
Nel dettaglio, per quanto attiene alle circostanze attuali, «portato a termine l’edificio principale, i promotori hanno presentato una domanda di costruzione preliminare ordinaria per la ristrutturazione dell’immobile situato lungo via al Palazzo per chiarire alcuni aspetti prima dell’inoltro della domanda di costruzione ordinaria, che dovrà necessariamente seguire la procedura prevista dalla Legge edilizia».
Certo è che la situazione che si è venuta a creare nel nucleo di Agra, e non potrebbe essere altrimenti, qualche disagio lo fa vivere anche al Municipio, che «comprende il dispiacere dei cittadini per il protrarsi della situazione» ma guarda anche la metà piena del bicchiere.
Perché «l'intervento ha già consentito di recuperare e valorizzare una parte significativa di un complesso che per molti anni era rimasto in stato di abbandono. E quindi corretto considerare il progetto nel suo insieme: se da un lato permane il rammarico per un'opera non ancora ultimata, dall'altro va riconosciuto che il recupero già effettuato rappresenta un importante contributo alla riqualificazione del comparto, frutto di un investimento particolarmente rilevante».
«Lavori al via non appena otterremo la licenza. Quando? Ottobre»
L'auspicio, conclude il sindaco Bernardazzi, «è che il progetto possa essere completato nel più breve tempo possibile, nell'interesse della proprietà, dei residenti e dell'intera collettività». E l'orizzonte della ripresa dei lavori dovrebbe essere raggiunto nel prossimo autunno. Da noi contattato, l'architetto Bruno Huber, tra i promotori dell'opera, spiega che «il progetto prevede la riqualifica di tutti gli edifici rimanenti e dopo aver ristrutturato il Palazzo Poncini il prossimo intervento sarà quello del recupero del volume abitativo adiacente. Prevediamo l’inizio lavori appena otterremo la licenza di costruzione che pensiamo di ricevere a ottobre».









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