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BELLINZONA

Sale la tensione attorno alla caserma dei pompieri

Urge una nuova struttura. Ma sull'ubicazione il clima politico è diviso. C'è chi si appella alla logica della centralità. Il sindaco non si nasconde: è anche una questione di tanti milioni di franchi.
Foto tio.ch/ PM
Sale la tensione attorno alla caserma dei pompieri
Urge una nuova struttura. Ma sull'ubicazione il clima politico è diviso. C'è chi si appella alla logica della centralità. Il sindaco non si nasconde: è anche una questione di tanti milioni di franchi.

BELLINZONA - Mario Branda, sindaco di Bellinzona ed esponente del Partito socialista, ha le idee chiare. «La nuova caserma dei pompieri cittadini dovrebbe sorgere presso il terreno dell’ex LATI di Sant’Antonino. Per più motivi». Solo che l’idea non fa l’unanimità. Anzi. Negli ultimi mesi è nato un piccolo movimento anonimo chiamata “No CaSa” (che sta per “No caserma a Sant’Antonino”) totalmente avverso a questa opzione. 

Parecchi soldi in ballo
La vetusta caserma di via Mirasole, risalente agli anni ’70, non è più al passo coi tempi. Il voto in consiglio comunale era previsto a metà maggio. Ora è slittato a metà giugno. E non è escluso che scivoli addirittura a settembre. In ballo ci sono diversi milioni di franchi. E il gruppo “No CaSa” lo ribadisce. 

Ti-Press (archivio)L'ex LATI di Sant'Antonino.

Tio.ch è riuscito a rintracciare uno degli esponenti di "No CaSa", che spiega: «I pompieri di Bellinzona effettuano quasi 700 interventi all’anno, comprese le bagatelle. Il grosso di questi interventi si svolge nella parte più densamente abitata di Bellinzona. Sant’Antonino è in periferia. Collocare la nuova caserma lì significherebbe creare problemi a livello di tempi di intervento. Vi immaginate quanto ci impiegherebbe in più un milite a intervenire da Sant’Antonino per un incendio a Preonzo che è dall’altra parte dell’area di competenza? Serve una soluzione centrale. E il terreno dell’ex Birreria di Carasso, già di proprietà del Comune, rappresenta l’opzione ideale vista anche la presenza del nuovo semisvincolo autostradale». 

Branda ne fa una questione anche economica. «Acquistare il terreno dell’ex LATI ci costerebbe circa 14 milioni. Sistemarlo per creare la caserma circa 20 milioni. In totale dunque spenderemmo circa 34 milioni di franchi. Fare la caserma all’ex Birreria ci costerebbe invece tra i 42 e 44 milioni di franchi. Soldi pubblici, dei cittadini. E la differenza c'è». 

Volontari in crisi
Ma a proposito di soldi pubblici il gruppo “No CaSa” martella su un altro aspetto. «Adesso la caserma dei pompieri è situata in via Mirasole – fa notare l'esponente del gruppo –. La maggior parte dei circa 180 volontari vive e opera in città. Se arriva l’allarme, corre in caserma e interviene. Nel caso in cui la caserma venisse spostata a Sant’Antonino, non ci sarebbe più questa rapidità. Significherebbe dovere assumere personale professionista presente in maniera stabile in caserma. Personale da pagare con soldi pubblici». 

Foto tio.ch/ PML'ex Birreria di Carasso.

«Il professionismo nei pompieri si sta sempre più facendo strada – replica Branda –. E poi anche se dovessimo assumere qualcuno, la spesa sarebbe comunque inferiore a quella che dovremmo sborsare per risanare il terreno dell’ex Birreria». Il sindaco poi aggiunge: «Da qualche tempo i pompieri di Bellinzona hanno assorbito anche quelli di Cadenazzo e del Gambarogno che erano a corto di volontari. Significa che adesso il nostro comprensorio va praticamente dal confine di Dirinella fino a Moleno. È ampissimo. Enorme. Sant’Antonino dunque diventa l’alternativa più centrale e più efficiente a nostro avviso». 

L'opzione tabù
Ci sarebbe a dire il vero una terza opzione oltre a quella dei terreni dell’ex LATI di Sant’Antonino e dell’ex Birreria di Carasso: perché non sistemare l’attuale sede di via Mirasole, tagliando così la testa al toro? Il sindaco è categorico. «Quella caserma è stata messa in piedi negli anni ’70 in modo provvisorio. Il piano regolatore non prevede che lì ci sia una caserma. Per sistemarla dovremmo cambiarlo. E ci vorrebbero anni, col rischio di opposizioni e di ulteriori prolungamenti. Non ha senso». 

Foto tio.ch/ PMLa sede attuale in via Mirasole a Bellinzona.

Intanto il gruppo “No CaSa”, che si definisce apolitico e apartitico, spinge sull’acceleratore. E cerca di raccogliere consensi a destra, a sinistra e al centro in vista della votazione in consiglio comunale. «Non capisco – conclude Branda –. Queste persone pretendono un dialogo ma si celano dietro l’anonimato. Non mi pare corretto. Per quanto ne so io la maggior parte dei pompieri e tutto il comando vedono di buon occhio il progetto “ex LATI” che finalmente, dopo trent’anni di discussioni senza risultato, costituisce una valida e concreta soluzione». 

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