Mense scolastiche a prezzi popolari: «Da un anno attendiamo risposte dal governo»

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) denuncia l'immobilismo dell'Esecutivo. «Una questione urgente come quella del potere di acquisto degli studenti merita una assoluta priorità»
BELLINZONA - Era stato anche organizzato un pranzo di protesta al Liceo di Bellinzona contro l’innalzamento dei prezzi delle mescite scolastiche. In quell’occasione, gli studenti e le studentesse si erano autogestiti preparando insieme un pranzo solidale per boicottare la mescita e avevano lanciato una petizione per chiedere l’abrogazione del taglio di 100'000 franchi che il preventivo 2025 aveva imposto a questo settore. Inoltre, veniva chiesto di fissare un tetto massimo di 5'00 franchi per il costo dei menu offerti dalle mense scolastiche cantonali e lo stanziamento di un fondo specifico destinato all’acquisto e all’installazione di forni a microonde e bollitori proporzionali al numero di allievi delle relative sedi.
«Nonostante le 1'500 firme raccolte e consegnate pochi mesi dopo alla cancelleria del Governo, nessuna risposta è per ora pervenuta agli studenti e alle studentesse» afferma il SISA (Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti), che ricorda come «una questione urgente come quella del potere di acquisto degli studenti nell’ambito dei prodotti di prima necessità — specialmente in un contesto di aumento complessivo del carovita dei giovani che, per mancanza di un reddito fisso, non possono compensare finanziariamente — meriti una assoluta priorità da parte delle nostre istituzioni».
Specialmente «se la precarietà economica vissuta da alcune studentesse e studenti provenienti dai tessuti economici più fragili è tale che essi sono costretti a saltare dei pasti o a ripiegare su alternative tanto più economiche quanto più insalubri» argomenta il sindacato.
«È inoltre in gioco una vera e propria questione di salute pubblica che l'istituzione scolastica, democratizzando le mense e rendendole accessibili, ha il dovere di promuovere e perseguire con la massima celerità» sottolinea. Per il SISA «un anno di silenzio è già troppo, pertanto, sollecitiamo il Governo e il Parlamento a rispondere alle centinaia di allievi che si sono impegnati nella mobilitazione e alle migliaia che hanno sostenuto la nostra petizione».



