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Trasparenza nelle iniziative popolari: la proposta arriva in Gran Consiglio

Iniziativa parlamentare generica PLR sulle iniziative parlamentari e sul loro finanziamento.
Ti-Press
Trasparenza nelle iniziative popolari: la proposta arriva in Gran Consiglio
Iniziativa parlamentare generica PLR sulle iniziative parlamentari e sul loro finanziamento.

BELLINZONA - Le iniziative popolari sono uno degli strumenti più preziosi della democrazia svizzera e, proprio per questo, vanno tutelate nella loro credibilità. Da questa premessa nasce l’iniziativa parlamentare generica presentata da Simona Genini a nome del gruppo PLR in Gran Consiglio, con l’obiettivo di rafforzare trasparenza e responsabilità finanziaria nell’utilizzo dei diritti popolari.

Negli ultimi anni, si legge nel testo, «a livello federale e cantonale sono state presentate iniziative con impatti rilevanti sulle finanze pubbliche senza che venissero indicate in modo chiaro e verificabile le modalità di finanziamento. Le norme attuali consentono infatti di proporre nuovi compiti o prestazioni a carico dello Stato senza esplicitarne le conseguenze finanziarie o le relative coperture».

Secondo i promotori, «questa dinamica rischia di creare aspettative legittime nella popolazione, lasciando però irrisolta la questione della sostenibilità. La democrazia diretta, sottolinea l’iniziativa, non deve trasformarsi in un meccanismo che separa la decisione di spesa dalla responsabilità del finanziamento».

La proposta mira quindi a modificare la Legge sull’esercizio dei diritti politici (LEPD), introducendo un requisito di trasparenza finanziaria per le iniziative popolari che comportano nuovi oneri significativi per il Cantone.

In particolare, si chiede che le iniziative con conseguenze finanziarie superiori a una soglia definita - proposta in 10 milioni di franchi annui, inclusi gli ammortamenti sugli investimenti - debbano contenere una descrizione dettagliata e verificabile delle modalità di finanziamento. Non sarebbero considerate sufficienti indicazioni generiche o indeterminate, come riferimenti a «risparmi futuri» o «riduzioni di spese superflue».

Inoltre, nell’ambito dell’esame di ricevibilità e attuabilità previsto dall’articolo 102 LEPD, si propone di includere esplicitamente anche una valutazione della sostenibilità finanziaria delle iniziative.

L’intento, precisano i promotori, non è limitare l’esercizio dei diritti popolari, ma migliorarne la qualità. «Una decisione democratica risulta tanto più solida quanto più si basa su informazioni complete e trasparenti. In questa prospettiva, responsabilità e libertà non sono viste come elementi in contrasto, bensì come principi che si rafforzano a vicenda».


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