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LUGANO

Comfort, ambienti top e panorami mozzafiato: qui si cura il cuore dei ticinesi

Tre piani in più (e un bar con vista imprendibile) ecco come si presenta dopo tre anni di cantiere l'Istituto Cardiocentro Ticino dell'EOC
Comfort, ambienti top e panorami mozzafiato: qui si cura il cuore dei ticinesi
Davide Giordano tio/20min
Comfort, ambienti top e panorami mozzafiato: qui si cura il cuore dei ticinesi
Tre piani in più (e un bar con vista imprendibile) ecco come si presenta dopo tre anni di cantiere l'Istituto Cardiocentro Ticino dell'EOC

LUGANO - Terminati i lavori, dopo tre anni e poco più di cantiere, il Cardiocentro di Lugano è pronto a mostrare il suo nuovo volto all’insegna della luminosità, del comfort, della funzionalità e della qualità dell’esperienza (e della vita) per pazienti e personale.

Tre nuovi piani (e un bar)
L'intervento che salta subito all'occhio è l'aumento degli spazi - effettivamente sono tre i piani in più della nuova struttura - compreso quello che ospita un bar panoramico, battezzato Baricentro: «Si trova al quinto piano, sotto di questo ce ne sono altri due destinati alla degenza dei nostri pazienti e a spazi amministrativi», ci spiega il direttore del Cardiocentro Massimo Manserra che ribadisce: «Il cantiere, per quanto importante, non ha mai fermato l'attività della struttura».

Più luce, e più comfort
Dal punto di vista assistenziale, il rinnovamento si traduce in un miglioramento concreto della qualità degli ambienti. «I nuovi spazi hanno dato sicuramente più luce e più comfort agli infermieri e, in particolare, ai nostri pazienti», spiega Stefano Bernasconi, responsabile del servizio infermieristico. «Attualmente ci sono 28 camere: 11 camere comuni e semi-private e tre camere private per ogni reparto».

Un cambiamento percepito anche da chi vive direttamente questi spazi: «Sicuramente i pazienti rimangono piuttosto meravigliati perché non sembra di essere all’interno di un ospedale», aggiunge Bernasconi. Per il personale, il nuovo contesto rappresenta anche uno stimolo: «Il nuovo dà sempre quello spirito, quella voglia di fare di più, di fare meglio», osserva.

Se la percezione conta davvero
Un aspetto confermato anche dal primario di cardiologia Marco Valgimigli, che evidenzia come il cambiamento sia soprattutto percettivo: «Formalmente non è cambiato niente nel modo in cui approcciamo i pazienti. È forse la nostra percezione, e spero quella dei pazienti stessi, dovuta al fatto che vengano accolti in un ambiente nuovo, pulito, nel quale c’è sempre qualcuno che si preoccupa di mantenere gli spazi ipersofisticati e iperaccoglienti».

Valgimigli sottolinea inoltre il valore del sostegno istituzionale: «Il fatto che ci sia una continua cura, una continua preoccupazione non solo dei professionisti, ma anche dei politici, di chi ci governa, delle risorse che il Comune di Lugano e il Cantone Ticino mettono a disposizione, dà il senso di una continua crescita verso un’eccellenza che sicuramente non riusciremo mai a raggiungere, ma è comunque un continuo tentativo».

Un bar aperto (davvero) a tutti
Elemento simbolico del rinnovamento è proprio il Baricentro citato in apertura: uno spazio situato sul tetto della struttura e pensato come luogo di incontro e pausa. «È proprio questo anche quando l’abbiamo pensato, l’abbiamo così sognato», racconta Manserra. «Avere il privilegio di poter essere in una posizione meravigliosa con vista sui monti di Lugano, sul lago, su tutto il panorama».

Uno spazio aperto non solo al personale, ma anche ai pazienti e ai loro familiari: «Un luogo dove ci si raccoglie, ci si trova per un momento di pausa, che può essere per tutti i collaboratori, ma anche per i pazienti che possono magari salire assieme ai loro cari e gustarsi un caffè o un buon pranzo in un posto che fa pensare ad altro, non per forza di essere in ospedale», conclude il direttore.

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