Catastrofi naturali o contaminazioni? Ecco la soluzione del Cantone

Acqua potabile, sempre e comunque. Venerdì presso il Centro istruzione della protezione civile è stato presentato il potabilizzatore mobile.
Acqua potabile, sempre e comunque. Venerdì presso il Centro istruzione della protezione civile è stato presentato il potabilizzatore mobile.
MONTECENERI - Garantire acqua potabile alla popolazione anche in caso di catastrofi naturali, incidenti agli acquedotti o contaminazioni delle risorse idriche: è stata questa la sfida al centro del pomeriggio di studio promosso dall’Associazione Acquedotti Ticinesi (AAT) in collaborazione con la Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP), Ufficio della protezione delle acque e dell’approvvigionamento idrico (UPAAI) e Laboratorio cantonale.
Autorità, tecnici e specialisti del settore si sono incontrati venerdì 17 aprile presso il Centro Istruzione Cantonale della Protezione Civile di Rivera, confrontandosi sul tema della sicurezza dell’approvvigionamento idrico e sulle strategie per affrontare situazioni di emergenza.
Ad aprire il pomeriggio è stato il direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali, che ha sottolineato l’importanza di poter disporre oggi di un potabilizzatore mobile, pensando agli eventi occorsi in passato – come ad esempio nel 2022 durante lo svuotamento della diga della Verzasca o nel 2024 per i tragici eventi in Vallemaggia, dove poter disporre di un simile strumento sarebbe stato utile – o a quelli che potrebbero verificarsi in futuro.
Il disastro in Vallemaggia - Negli ultimi anni diversi eventi hanno evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture idriche. In particolare, la tragica alluvione che ha colpito la Vallemaggia a fine giugno 2024 ha dimostrato come gli impianti di approvvigionamento possano essere rapidamente messi fuori uso. A questi si aggiungono episodi di contaminazione delle acque potabili che hanno comportato l’emanazione di avvisi di non potabilità per la popolazione.
Proprio per rafforzare la capacità di risposta del territorio, nel 2019 la SMPP ha istituito un gruppo di lavoro incaricato di definire una strategia di supporto alle aziende fornitrici di acqua potabile in caso di crisi. Ne fanno parte SMPP, UPAAI, Protezione Civile, Laboratorio cantonale e AAT.
Un approvvigionamento di emergenza - In questo contesto è stato presentato il concetto di approvvigionamento in caso di emergenza, frutto di una collaborazione istituzionale e operativa che mira a garantire la continuità del servizio anche nelle situazioni più critiche.Momento centrale del pomeriggio è stata la presentazione – accompagnata da una dimostrazione pratica – del nuovo impianto di potabilizzazione mobile, acquistato dal Dipartimento del territorio e gestito operativamente dalla Protezione Civile, che ha formato professionisti e militi specificamente per il suo utilizzo. Il sistema è in grado di produrre fino a 24 metri cubi all’ora di acqua potabile grazie a un processo di ultrafiltrazione a membrana. È inoltre elitrasportabile, caratteristica che ne consente l’impiego anche in zone discoste o non più raggiungibili a causa di danni alle vie di comunicazione.
Il Piano cantonale di approvvigionamento idrico (PCAI) è il principale strumento in grado di garantire la resilienza dell’approvvigionamento idrico su scala regionale. Il nuovo potabilizzatore costituisce un ulteriore fattore di sicurezza, in particolare a supporto delle località in cui la ridondanza dell’approvvigionamento idrico prevista dal PCAI non è ancora assicurata.
L’impianto è stato inoltre concepito per favorire la collaborazione intercantonale, grazie all’adozione di procedure e di equipaggiamenti armonizzati con i partner della Protezione della popolazione di altri Cantoni.
Il pomeriggio di studio ha rappresentato anche un’importante occasione di informazione, confronto e condivisione di esperienze tra tutti gli attori coinvolti nella sicurezza dell’approvvigionamento idrico.






