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MAROGGIA
25.11.2020 - 07:140
Aggiornamento : 13:02

«Un colpo duro per tutti. Maroggia ha perso il suo ultimo simbolo»

Il Mulino apparteneva alla famiglia Fontana da 42 anni ed era stato tramandato di padre in figlio.

Luigi Fontana: «È una bella sberla. Produzione e magazzino sono andati distrutti. Vedremo se continuare». Più possibilista il figlio Alessandro: «La mia intenzione è quella di andare avanti. Anche se da ieri sera è come se fossi dentro un tunnel».

MAROGGIA - Ha la voce rotta dall’emozione Luigi Fontana. E non potrebbe essere altrimenti. Il Mulino di Maroggia, che lunedì è stato divorato e distrutto dalle fiamme, era parte integrante della sua vita e di quella della sua famiglia da ormai 42 anni. «È una bella sberla», ci rivela commosso. «In questi anni ho passato più tempo a Maroggia che a casa mia a Lugano».

«L'ultimo simbolo» - Una tragedia che non riguarda, però, solo la famiglia Fontana, ma tutta la comunità. «È un duro colpo per tutti. Anche per la gente del paese. Maroggia un tempo aveva il collegio e il Mulino. Rimaneva il Mulino. E ora ha perso anche questo suo ultimo simbolo». 

Velocità disarmante - Centotrenta anni di storia andati in fumo in un istante. Senza nessuna possibilità di reagire. «L’incendio è scoppiato in un attimo e si è propagato talmente velocemente che i primi pompieri giunti da Melide si sono ritrovati con le fiamme che già uscivano dal tetto». 

Enorme devastazione - I danni, seppur non ancora quantificabili, sono ingentissimi. «Tutti i macchinari per la produzione e il magazzino sono andati distrutti», precisa Luigi Fontana. «Siamo riusciti a salvare solamente il grande silos in cemento».

Futuro incerto - Un baluardo tra le rovine che potrebbe rappresentare una rinascita. Anche se attualmente sono la tristezza e lo sconforto per quello che non c’è più a prendere il sopravvento nelle parole del proprietario storico. «Metteremo le carte in tavola e faremo i nostri ragionamenti», ci confida laconico. «Vedremo cosa possiamo e vogliamo fare». Da parte sua, il figlio Alessandro, che da una decina di anni ha ereditato l’azienda - che dava lavoro a una quindicina di persone - è un po’ più possibilista. «La mia intenzione è quella di andare avanti. Anche se da lunedì sera è come se fossi dentro un tunnel». 

La canna dell'acqua - Un piccolo conforto per la famiglia viene dal fatto che nessuno sia rimasto ferito, anche perché il rogo è divampato quando ormai il turno di produzione era già terminato: «Mio figlio ha tentato di spegnere il rogo sul nascere con una canna d’acqua», sottolinea Luigi Fontana. Un tentativo disperato, quanto vano come ci conferma lo stesso Alessandro: «La velocità di propagazione dell’incendio è stata la cosa più incredibile», sottolinea l’attuale titolare, precisando come le fiamme abbiano probabilmente trovato terreno fertile «nelle diverse parti di legno che componevano la struttura del vecchio mulino». 

Vicinanza ticinese - Alessandro conclude ringraziando tutte le persone che in queste ore hanno espresso affetto a lui e alla sua famiglia. «Sono giunte da ogni angolo del cantone e ci hanno fatto un enorme piacere». Tra le manifestazioni di vicinanza anche quella del Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, che ha fatto visita alla struttura ieri mattina.

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Commenti
 
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Tato50 1 mese fa su tio
@@@Francesco Cec Moretti. Spero che non abbiano la mia assicurazione e quella di un altro con il quale ho qualche problemino. Tramite Avvocato sono venuto a conoscenza di cose impensabili che fanno pur di non pagare. Sono quelle cosine scritte in modo microscopico nelle ultime pagine alle quali badi solo quando ti incastrano e si attaccano a tutti i cavilli immaginabili ;-(( Ladri e furbi !!!!!!!!!
Francesco Cec Moretti 1 mese fa su fb
Ma siii grazie all'assicurazione ricostruisce e ottimizza!
Maurizio Roggero 1 mese fa su fb
Perso solo se non viene ricostruito... e non vedo motivi per non rimetterlo in piedi!
vulpus 1 mese fa su tio
Fanno un lavoro particolare i signori Fontana: producono una materia di base per dar da mangiare alla gente un prodotto che è il simbolo della vita: il pane. Il vecchio stabile è andato, ma il mulino resta: resta nel cuore e nella testa di tutti. Al momento è necessario metabolizzare il grave fatto, ma poi sicuramente questa struttura e questa azienda avrà un nuovo futuro e rinascerà. Qualcuno parla di assicurazioni: si senz'altro ci saranno anche le assicurazione, ma ben si può immaginare che un fatto del genere non sarà mai rimborsato completamente dall'assicurazione. Ci vorrà l'impegno anche di altri: perchè no anche dell'ente pubblico, delle banche, e di noi cittadini, che magari si potrà chi nella propria misura, collaborare ad un nuovo mulino, magari ancora con le stesse sembianze. Forza e coraggio.
Tania Minotti 1 mese fa su fb
😥
Flavio Boffi 1 mese fa su fb
Signor Cassis, visto che ci sono 26 milioni già pronti per partire per l’Afghanistan 🇦🇫 perché non.investire in Ticino, à Maroggia, dove salverebbe un’attività e darebbe tanti posti di lavoro a Ticinesi 🇨🇭. Perché andare così lontano, quando a KM ZERO potrebbe fare del bene... Ci pensi!
Vre Neli 1 mese fa su fb
Flavio Boffi mi associo. Il mulino ha bisogno di noi.
Nat Bacchetti 1 mese fa su fb
Flavio figurati se lo farebbero... quando mai pensano a noi
Flavio Boffi 1 mese fa su fb
Nat Bacchetti purtroppo è così 😢
Nat Bacchetti 1 mese fa su fb
Flavio Boffi gia 🙁
Antonella Eramo 1 mese fa su fb
Bravo Alessandro!!! Dovete continuare ❤️
Pat Santini 1 mese fa su fb
Lanciamo una raccolta fondi per ricostruire tutti assieme il mulino cosi potremmo dire che il Mulino è anche nostro.Fate girare nell' etere
Marco Cantarella 1 mese fa su fb
Pat Santini c e l assicurazione in teoria che paga
Niccolò Werther Padovani 1 mese fa su fb
Sono dispiaciuto
Matteo Puddu 1 mese fa su fb
Una bella iniziativa. FARE UNA RACCOLTA FONDI.
Romeo Cadra 1 mese fa su fb
Matteo Puddu e certo
Marco Cantarella 1 mese fa su fb
Matteo Puddu in teoria c e l Assicurazione che paga
Simo Sobo 1 mese fa su fb
Matteo Puddu giusto, un bel Crowdfunding
Francesco Cec Moretti 1 mese fa su fb
Matteo Puddu assicurazioni.... queste sconosciute
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