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CANTONE
03.03.2020 - 12:190
Aggiornamento : 12:52

Bellinzona e Lugano sosterranno il Polo cantonale della ricerca biomedica

Le due città hanno identificato quattro obiettivi comuni e prioritari

Branda: «Raccogliamo la sfida dettata dai cambiamenti economici e tecnologici in atto». Borradori: «Vogliamo avere le migliori condizioni possibili per la ricerca e l’attrattiva del territorio».

BELLINZONA - Lugano e Bellinzona unite. Le due città si sono infatti impegnate oggi a sostenere - in maniera congiunta - il polo cantonale della ricerca biomedica e a mettere in atto le condizioni quadro più adeguate al suo consolidamento.

I quattro obiettivi prioritari sono stati riferiti questa mattina durante una conferenza stampa. Il primo è quello di «rafforzare le sinergie tra gli istituti attivi nella ricerca biomedica presenti sul territorio». Il secondo verte sul «sostenere la strategia comune siglata da tutti gli interessati», il terzo vuole «ottimizzare gli investimenti» mentre il quarto intende «favorire l’insediamento di nuove attività nel settore delle scienze della vita».

La strategia dei poli cantonali di sviluppo della cosiddetta Città-Ticino evolve infatti al ritmo dei mutamenti socioeconomici. In particolare, il dinamismo nel settore della ricerca biomedica e tecnomedica pone oggi lo sviluppo scientifico-economico fra le aree di crescita di maggiore interesse per il nostro cantone.

La Città di Bellinzona, tradizionale sede di attività amministrative pubbliche e para-pubbliche, è andata via via attestandosi quale polo nel settore della ricerca biomedica, grazie all’insediamento dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) nel 2000, alla nascita dell’Istituto oncologico di ricerca (2003) e, non da ultimo, con la ricerca dell’EOC che favorirà le sinergie tra questi istituti nel nuovo edificio in fase di completamento. «La nostra città - precisa il sindaco Mario Branda - pur senza rinunciare al suo tradizionale ruolo di sede d'importanti attività amministrative del settore pubblico, raccoglie la sfida dettata dai cambiamenti in atto nell’economia e delle nuove tecnologie, affermandosi quale polo di sviluppo del settore della ricerca biomedica. La prossima apertura della galleria del Ceneri, consentirà di avvicinare ulteriormente i poli urbani del Sopra e del Sottoceneri, offrendo l’occasione di sviluppare un “sistema” di nuove attività e competenze distribuite sul territorio a vantaggio dell’intero Cantone».

Da parte sua la Città di Lugano, negli ultimi anni, si è pure attivata a sostegno dell’insediamento di nuove attività ad alto valore aggiunto. L’USI e la SUPSI si sono dimostrate un fattore rafforzativo. E l’affiliazione prima dell’IRB (2010) e dello IOR poi (2016) all'USI, l’istituzione della Facoltà di scienze biomediche (2014) e l’avvio del nuovo Master in medicina (2020) hanno consolidato la rete regionale della ricerca.  «Il ruolo delle nostre città - spiega il sindaco di Lugano Marco Borradori - è quello di mettere in atto le migliori condizioni quadro possibili per la ricerca e l’attrattiva del territorio, implementando le misure necessarie per facilitare e accelerare i processi innovativi e gli insediamenti». La dichiarazione congiunta per la ricerca biomedica in Ticino siglata da tutti i principali portatori d'interesse verrà presentata pubblicamente nei prossimi giorni. «Essa - continua Borradori - ci trova totalmente disponibili a indirizzare verso gli obiettivi indicati investimenti e progetti. In questo senso, e non da ora, lo stabile Mizar costituisce una sede del tutto adeguata. Puntare sulla coesione tra enti pubblici e sulla collaborazione con il settore privato è la sola scelta responsabile per sviluppare un settore che ha grandi margini di crescita».

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