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L'arbitro Zlatko Cukic ritratto presso lo storico campo del Piano di Peccia.
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LOCARNO
27.08.2019 - 09:570
Aggiornamento : 11:23

L’arbitro leggenda non può più fischiare: «Ma cammino a testa alta lo stesso»

Recentemente “stralciato” dalla Federazione ticinese di calcio, Zlatko Cukic è un uomo simbolo dei tornei amatoriali estivi ticinesi. Il 58enne di origini balcaniche si racconta

LOCARNO – È uno dei personaggi simbolo del pallone nella Svizzera italiana. In particolare, pensando all’estate, dei tornei amatoriali di calcio. Zlatko Cukic, 58enne croato cresciuto in Bosnia Erzegovina, locarnese d’adozione, te lo ritrovi ovunque ci sia un rettangolo verde. Col suo fischietto in bocca e con la sua parlata lenta. Non sarà, però, ai nastri di partenza dell’imminente stagione agonistica del calcio minore. La Federazione ticinese (FTC) l’ha infatti stralciato dal registro arbitrale. Un fatto clamoroso, in un momento in cui di arbitri validi vi è un estremo bisogno.

Cukic, per essere stralciati bisogna averla combinata grossa. Che ha fatto?
«Durante un match di quinta lega non ho verificato i nominativi dei giocatori in campo. Qualcuno è entrato nel mio account e ha cambiato le formazioni all’ultimo minuto».

Sembra una storia senza senso…
«Il problema è che io, per ingenuità, davo in giro i miei dati d’accesso ad amici e conoscenti. Così potevano vedere le mie disponibilità. Sono stato uno sprovveduto».

Assurdo essere stralciati per così poco. Sicuro non ci sia altro?
«Sicuro. In quasi venticinque anni di arbitraggio nelle leghe minori mi sono stati offerti tanti di quei soldi sotto banco per fare vincere quella o quell’altra squadra… Non ho mai accettato nulla. Sono una persona che può camminare a testa alta».

Come si sente oggi?
«Sono stufo e amareggiato, la Federazione non mi ha appoggiato. Tanti giovani arbitri smettono. Ma è normale. C’è molta maleducazione da parte del pubblico e di alcuni giocatori. E la Federazione dovrebbe marcare di più la propria presenza sul posto».

Intanto quest’estate si è divertito coi tornei amatoriali. Qual è il suo preferito?
«Quello al Piano di Peccia ce l’ho nel cuore. La gente e i giocatori ti rispettano. Non mi piacciono molto, invece, i tornei in cui si gioca per soldi. A quel punto aumenta l’aggressività in campo».

Tra pochi giorni iniziano i campionati. E lei non potrà più fischiare. Che effetto le fa?
«Guardi, ho trovato un bellissimo lavoro per il Comune di Locarno, che mi permette di essere a contatto con la natura. Mi occupo della gestione delle piante invasive. Dall’Ambrosia al Poligono giapponese. È un mestiere gratificante, mi sento utile. E poi ho due figli meravigliosi. Le soddisfazioni nella mia vita non mancano».

Come è arrivato in Svizzera?
«Era il 1987. Ero venuto in Ticino a fare l’aiuto cuoco. Doveva essere una cosa di un paio d’anni. Per guadagnare qualche soldo in più. Poi è arrivata la guerra nei Balcani. E tutta la mia esistenza è cambiata. Sono rimato in Svizzera, terra a cui devo molto. E ho lavorato a lungo anche sui cantieri».

Se lo ricorda il periodo della guerra?
«Eccome. Io ero qui. E sentivo notizie terribili arrivare dalle nostre terre. La guerra, noi cittadini comuni, non l’abbiamo mai voluta. Siamo stati costretti a farla. Ho sofferto parecchio in quell’epoca. A volte, in campo, mentre arbitravo, sentivo l’astio di alcuni verso quelli della mia razza. Mi sentivo dire “torna a casa slavo”, oppure “vattene a fare la guerra”. Parole pesanti».

Qual è oggi la situazione nel suo Paese?
«Non c’è lavoro. Sono state distrutte tutte le fabbriche. C’è gente che non ha da mangiare. Io sono una persona fortunata. E ho imparato a relativizzare. Non mi vogliono più fare arbitrare? La vita è bella lo stesso, credetemi».

Ma perché lo stralcio?
La decisione di stralciare Zlatko Cukic dal registro degli arbitri ticinesi lascia a bocca aperta più di una persona. Sulla questione tio/20minuti ha interpellato Silvio Papa, preposto per gli arbitri presso la FTC. «La decisione di stralcio è stata inviata direttamente all’arbitro e alla società di appartenenza. Per principio noi non divulghiamo le nostre decisioni sui direttori di gioco. Vogliate però prendere nota che non avremmo mai stralciato un arbitro per una semplice quisquiglia».

 

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