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LUGANO
12.06.2019 - 06:200
Aggiornamento : 07:46

Quel gatto che si aggira per l'università

Il campus di Lugano ha un ospite a cui piace schiacciare lunghi pisolini nelle aule di informatica. Ma non si tratta di un randagio: «Abita nelle vicinanze dell'ateneo»

LUGANO - C’è un felino che si aggira per i corridoi dell’Università della Svizzera italiana (USI). Niente paura, non si rischia di incontrare un leone o un leopardo: si tratta semplicemente di un gatto nero con gli occhi gialli che da un po’ di tempo frequenta gli spazi del campus luganese (pur non pagando la retta semestrale). Forse è in cerca di qualche spunto o incontro accademico. Oppure soltanto di qualche carezza da parte dei numerosi studenti. E magari ne approfitta anche fare un po’ di compagnia a chi è attualmente costretto a passare lunghe giornate sui libri per sostenere gli esami.

«Da una settimana lo vediamo nelle aule computer situate al piano terra dell’ateneo» ci racconta una studentessa, spiegando che l’animale entra nell'istituto passando dalle finestre sempre aperte. «Rimane all’interno per ore, spesso anche la notte e non c’è verso di farlo uscire: non si spaventa se ci si avvicina». Sembra che tra le mura dell’università gli piaccia anche schiacciare dei lunghi pisolini, per esempio sulle sedie delle aule di informatica.

Non è comunque la prima volta che il gatto si fa vedere all’università. Tempo fa altri studenti lo avevano infatti già avvistato nei prati all’esterno della struttura. Ma la nostra interlocutrice si chiede ora se il felino abbia un padrone, «altrimenti sarebbe meglio chiamare la protezione animali».

La risposta arriva direttamente dal servizio comunicazione dell’ateneo. «Siamo a conoscenza della questione - ci fanno sapere - alcuni nostri studenti e collaboratori hanno infatti già preso a cuore il tema e hanno appurato che non si tratta di un gatto randagio». Insomma, una casa in effetti ce l’ha e si trova nelle vicinanze del campus universitario cittadino. Non c'è inoltre da temere per la sua salute, poiché è sano.

Se lo vorrà, il gatto potrà comunque continuare a frequentare i corridoi dell’università e fare amicizia con gli studenti. «Essendo il campus un luogo per natura aperto - sottolineano ancora dal servizio comunicazione - è difficile immaginare di impedire le sue attività e d’altro canto non ci risulta che nessuno si sia per ora lamentato». Lo conferma la studentessa: «La sua presenza non dà fastidio a nessuno».

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