LUGANO
20.05.2005 - 17:130
Aggiornamento : 22.11.2014 - 16:00

I perché di Pedrazzini sul "Si" a Schengen/Dublino

Intervento del Consigliere di Stato, Luigi Pedrazzini, alla serata organizzata dal Comitato cantonale "SI agli accordi di Schengen/Dublino - per una migliore sicurezza" sul tema "Accordi bilaterali: per una Svizzera aperta al mondo".

LUGANO - I governi dei cantoni svizzeri, senza eccezioni, hanno sostenuto il Consiglio Federale nell’ambito delle trattative per gli accordi bilaterali bis e sono oggi per l’adesione della Svizzera agli accordi di Schengen e Dublino, posti in votazione popolare il prossimo giugno a seguito del lancio di un referendum.

E l'elemento principale che ha indotto i Governi dei Cantoni a dare pieno sostegno agli accordi bilaterali di Schengen-Dublino, "è soprattutto - ha spiegato il direttore del Dipartimento Istituzioni Luigi Pedrazzini - la convinzione che grazie a questi trattati con i Paesi dell’Unione Europea la Svizzera potrà consolidare il già elevato livello di sicurezza interna".

"Non è un discorso ideologico - ha continuato Pedrazzini - né tanto meno un atto di fede verso l’Unione Europea. E’ invece una scelta razionale, fondata sulla conoscenza delle minacce reali per il nostro Paese e in particolare per le regioni di frontiera, come il Ticino.
L’accordo di Schengen - con gli strumenti che ci mette a disposizione (penso in particolare al SIS), con la possibilità che ci dà di elaborare e condividere strategie comuni per la sicurezza nell’ambito della diverse forme di criminalità (organizzate, economica, di frontiera, legata al fenomeno delle migrazioni), è la risposta che ci consente di salvaguardare una sicurezza elevata senza penalizzare un elemento strategicamente importante per il nostro sviluppo economico: la mobilità delle persone".

"Saremo molto più efficaci - ha concluso Pedrazzini - attuando controlli nel territorio, mirati e fondati su informazioni affidabili, com’è parzialmente il caso già oggi e come si prevede di fare in modo sempre più intenso, sfruttando adeguatamente gli strumenti d’informazione messi a punto con l’UE".

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