Cerca e trova immobili
SVIZZERA / ITALIA

«L'Italia ci attacca. Berna resta in silenzio?»

Le fatture mediche inviate ai famigliari delle vittime di Crans-Montana (che non dovranno pagare) hanno riacceso la polemica. Un'interpellanza di Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale di intervenire
AFP
Fonte red
«L'Italia ci attacca. Berna resta in silenzio?»
Le fatture mediche inviate ai famigliari delle vittime di Crans-Montana (che non dovranno pagare) hanno riacceso la polemica. Un'interpellanza di Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale di intervenire

BERNA - Svizzera e Italia e ridosso di un immaginario fronte, con Crans-Montana sullo sfondo. Il recente invio, per conoscenza, delle fatture mediche alle famiglie delle vittime italiane ha riacceso le polemiche che avevano impiegato lunghe settimane a placarsi dopo la tragedia dello scorso Capodanno in quel di Crans-Montana. Fatture che, come ben noto, i famigliari delle vittime non dovranno pagare e che «hanno riacceso la campagna d’odio contro il nostro Paese», afferma oggi Lorenzo Quadri, interpellando il Consiglio federale su quanto sta accadendo.

Sulla vicenda, lo ricordiamo, il consigliere nazionale ticinese aveva già sollecitato il governo federale nei primi giorni di gennaio, parlando di una «campagna d'odio di proporzioni e bassezza inedite» e chiedendo di intervenire nei confronti dell'ambasciatore Gian Lorenzo Coronado, definito come uno dei «numerosi agitatori» a mezzo stampa. E ora, in questo nuovo atto parlamentare, Quadri chiede nuovamente a Berna di reagire.

«Berna resta a guardare?»
«È evidente che questa campagna d’odio è slegata dal contesto, e funzionale a dinamiche italiane di propaganda politica interna. Tuttavia, questo non giustifica il protratto silenzio del Consiglio federale davanti ad attacchi che sono politici oltre che mediatici», scrive il consigliere nazionale, che pone sotto la lente anche l'atteggiamento «ambivalente» del diplomatico italiano, «il quale utilizza toni concilianti con i media svizzeri, mentre le dichiarazioni ai media italiani sono di tenore diverso e contengono affermazioni e giudizi di merito inappropriati».

Nel dettaglio, sono due le domande che il deputato ticinese pone all'attenzione di Berna e riguardano l'intenzione o meno di prendere una posizione sulla «campagna d'odio contro la Svizzera lanciata (anche) dai vertici istituzionali italiani» e di convocare l'ambasciatore Gian Lorenzo Coronado, sia per quanto riguarda gli attacchi provenienti dalla vicina Penisola che per il «suo personale comportamento».

Le scintille passate
In questi mesi, come detto, gli animi tra Italia e Svizzera, attorno ai fatti di Crans-Montana ─ quasi sempre a mezzo stampa e nella stessa direzione ─ si sono più volte accesi. Il culmine lo si era raggiunto verso la fine di gennaio, con il richiamo dell'ambasciatore da parte di Roma a seguito del rilascio su cauzione di Jacques Moretti, proprietario del bar "Le Constellation" in cui si è consumata la strage di Capodanno. In quell'occasione, sia lo stesso Lorenzo Quadri che un altro consigliere nazionale ticinese, Piero Marchesi, avevano alzato le voci. Quest'ultimo aveva definito quanto accaduto un «uno sgarbo istituzionale grave».

Negli scorsi giorni, invece, le scintille, sempre sull'onda della questione legata alle fatture mediche, hanno di nuovo conquistato il prime time televisivo del Belpaese, in particolare nella trasmissione Quarta Repubblica, su Rete 4, a cui ha partecipato l'ex "senatore", oggi municipale di Lugano, Filippo Lombardi che, dopo aver perso la pazienza, è stato protagonista di un'uscita che lo ha costretto alle scuse in diretta.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE