Iniziativa 10 milioni di abitanti, i sondaggi sono inaffidabili?

Gli esperti mettono in guardia: si potrebbe ripetere l'esempio del 2014. Al momento si parla di un testa a testa
BERNA - Il 14 giugno i cittadini svizzeri voteranno sull'iniziativa popolare dell'UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!»: i primi sondaggi indicano un testa a testa fra favorevoli e contrari, ma gli esperti mettono in guardia: le rilevazioni potrebbero essere fuorvianti, come già accadde nel 2014 con l'iniziativa contro l'immigrazione di massa.
«Prima del 2050 la popolazione residente permanente della Svizzera non può superare i dieci milioni di abitanti. Dal 2050 il Consiglio federale può, mediante ordinanza, innalzare ogni anno il limite nella misura dell'incremento naturale», si legge nel testo in votazione fra due mesi. A fine dicembre il paese contava 9,0 milioni di abitanti, di cui 2,5 milioni stranieri (nel 2014, anno della votazione sull'immigrazione di massa, gli stranieri erano poco meno di 1,9 milioni). L'attuale proposta tocca temi sensibili come traffico, edilizia e pianificazione del territorio, mobilitando un ampio spettro di elettori.
La sorpresa dopo le previsioni - L'iniziativa contro l'immigrazione di massa, allora pure promossa dall'UDC, fu accettata a sorpresa con il 50,3% dei voti, nonostante tre settimane prima un sondaggio dell'istituto demoscopico Gfs.bern avesse previsto una maggioranza di no del 55%. Ma contattato da Keystone-Ats Urs Bieri, co-direttore di Gfs.bern, ribadisce quanto viene sempre affermato in simili situazioni: «I sondaggi non sono prognosi, ma fotografie dell'opinione pubblica in un dato momento. Il risultato finale dipende dalla dinamica del dibattito».
A suo avviso i temi emotivi possono generare spostamenti di voto grazie a una forte mobilitazione di fine campagna. «Oggi osserviamo queste dinamiche in modo più sistematico rispetto al passato, anche se non sono sempre del tutto prevedibili». Negli ultimi tempi diverse votazioni hanno infatti mostrato grandi scostamenti tra gli ultimi trend e i risultati effettivi. Ad esempio nel settembre 2025 l'approvazione dell'abolizione del valore locativo è salita fino a quasi al 58%, mentre i sondaggi avevano pronosticato un forte aumento dei no. Allo stesso tempo, l'identità elettronica (e-ID) è stata approvata con appena il 50,4%, nonostante rilevazioni indicassero un 55-59% di sì.
Occhio ai gruppi sottorappresentati - Michael Hermann, dell'istituto Sotomo, spiega che «in ogni sondaggio ci sono gruppi sottorappresentati e le conseguenti distorsioni non sempre si possono correggere con metodi statistici». In media, i sondaggi pre-voto si discostano dal risultato finale del 5-6%, ben più quindi del margine d'errore statistico dichiarato.
Stando agli specialisti le campagne di votazione, soprattutto dall'epoca del Covid, puntano in modo sempre più mirato sulla mobilitazione a breve termine, accrescendo gli effetti dell'ultima settimana. Inoltre, la compresenza di più oggetti di voto può creare sovrapposizioni: ad esempio, l'abolizione del valore locativo ha mobilitato fortemente un tipo di elettorato che poi si è espresso in modo critico sull’e-ID.
Margini molto risicati - Riguardo all'iniziativa sui 10 milioni di abitanti, i primi sondaggi pubblicati a fine 2025 hanno dato un 48% di sì contro un 45% di no. Un'altra rilevazione di marzo ha mostrato un 47% per il fronte degli contrari e un 45% per quello dei sostenitori. Margini risicatissimi, che hanno indotto Michael Hermann a dichiarare a metà dicembre sul Tages-Anzeiger: «Gli oppositori dovrebbero preoccuparsi». Ulteriori indicazioni arriveranno dai sondaggi di Tamedia (istituto Leewas) a fine aprile/inizio maggio, e poi dalla consueta inchiesta SSR (Gfs.bern).
Dal 2009, anno dell'accettazione dell'iniziativa UDC contro i minareti, gli istituti hanno perfezionato i metodi per tenere conto del fatto che le iniziative popolari polarizzanti possono discostarsi dagli schemi classici e, in rari casi, guadagnare consensi all'ultimo momento. Però, come ammonisce Urs Bieri, «le dinamiche di mobilitazione finale non sono mai del tutto prevedibili». E la sfida del 14 giugno potrebbe riservare l'ennesima sorpresa.



