20min/Dominique Zeier
SVIZZERA
17.09.2021 - 13:030
Aggiornamento : 14:02

«I giovani non si potranno più permettere un abbonamento Netflix»

Un'alleanza di partiti giovanili intende lanciare un referendum contro la decisione del Parlamento

Fonte 20 Minuten / Bettina Zanni
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

BERNA - In futuro le piattaforme di streaming come Netflix, Amazon o Disney dovranno investire il 4% del loro reddito lordo generato in Svizzera nella produzione di film elvetici. Lo ha deciso ieri il Consiglio nazionale, che con 121 favorevoli e 65 contrari si è allineato agli Stati e al Governo federale.

Una decisione che ha fatto esultare l'industria cinematografica elvetica, che parla di «una grande opportunità per la Svizzera». Secondo il presidente dell'Associazione svizzera dei produttori di film ritiene che in questo modo il settore potrà tenere testa alla concorrenza internazionale ed esportare più produzioni.

Ma non tutti gioiscono. Per un'alleanza di partiti giovanili (Giovani liberali, Giovani UDC, Giovani del Centro e Giovani Verdi liberali) si tratta infatti di una sconfitta: all'inizio di settembre, in una lettera aperta avevano criticato la cosiddetta “Lex Netflix”. Secondo loro, aggirerebbe i consumatori e in particolare i bisogni dei giovani. Ecco dunque che l'alleanza intende ora lanciare un referendum contro la decisione del Parlamento.

«Abbonamenti più cari» - Con l'obbligo d'investire in produzioni locali, anche al consumatore toccherà pagare di più, spiega Matthias Müller, presidente dei Giovani liberali. Molte piattaforme hanno un margine di profitto limitato, che si aggira attorno al 4-5%. «Se devono investire il 4% del reddito annuo lordo in produzioni cinematografiche svizzere, i margini si azzerano e quindi i prezzi degli abbonamenti aumenteranno». Müller ritiene quindi che in queste circostanze molti giovani non potranno più permettersi una sottoscrizione a Netflix.

Settore «pieno di soldi» - Inoltre, Müller sostiene che l'industria cinematografica elvetica non abbia bisogno di soldi. «È già piena di denaro» afferma, sottolineando che la SRG SSR sostiene il settore con 32 milioni di franchi. Un budget, questo, che è pure stato aumentato di cinque milioni rispetto agli anni precedenti. E poi: «Il cinema elvetico è e resterà sempre un attore di nicchia. Per i progetti da sogno degli operatori culturali non dobbiamo pagare noi» conclude Müller.

 

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