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28.09.2018 - 15:420
Aggiornamento : 17:22

Il Governo dice sì al miliardo di coesione

Circa i negoziati con Bruxelles, in vista della conclusione di un accordo istituzionale, il Governo intende inoltre andare avanti nelle trattative

BERNA - Nei negoziati con l'Ue in vista della conclusione di un accordo istituzionale vi sono stati progressi, ma le regole elvetiche riguardanti i lavoratori distaccati europei rappresentano l'ostacolo maggiore alla conclusione delle trattative.

Bruxelles vuole concessioni da Berna su questo aspetto. Per questo, la Confederazione, oltre a continuare le trattative, tenterà ancora di trovare un dialogo con i sindacati, ha detto oggi davanti ai media il ministro degli esteri Ignazio Cassis.

Nel frattempo, quale segnale di buona volontà, il Consiglio federale ha deciso di rinnovare il contributo di coesione a favore dei Paesi Ue per un ammontare di 1,3 miliardi di franchi spalmati su dieci anni.

Le trattative continuano

Il Governo, nel corso della sua seduta odierna, ha anche ribadito che intende continuare a trattare nell'ambito del mandato attuale per raggiungere un'intesa su tutte le questioni aperte, ha precisato il consigliere federale ticinese, sottolineando ancora l'importanza di preservare i provvedimenti a protezione dei lavoratori in vigore in Svizzera.

In particolare, l'Ue ha sempre considerato la regola degli 8 giorni, e la cauzione che le ditte estere devono depositare quando intendono inviare lavoratori distaccati in Svizzera, "contraria all'accordo sulla libera circolazione delle persone", ha ricordato Cassis. Su questo punto Bruxelles non pare pronta a fare concessioni.

Coinvolgere sindacati

I sindacati hanno disertato a inizio luglio le discussioni col Consiglio federale, i partner sociali e i Cantoni sostenendo di non voler trattare sulle misure di accompagnamento. Tuttavia, nonostante il primo no, "dobbiamo tentare una seconda volta", ha dichiarato il ministro PLR. Spetterà ancora al consigliere federale Johann Schneider-Ammann, responsabile del Dipartimento dell'economia, portare avanti le discussioni sul difficile fronte interno. Finora, infatti, i punti di vista delle parti in causa divergono molto.

L'esito delle trattative con Bruxelles è insomma più aperto che mai, e Cassis non ha voluto sbilanciarsi. Spetterà al Segretario di Stato Roberto Balzaretti, regista dei negoziati per la Confederazione, trovare la quadratura del cerchio.

L'ideale sarebbe concludere entro la fine dell'anno le discussioni con una bozza di accordo, prima insomma delle elezioni europee del 2019, ha ancora affermato Cassis, il quale non ha tuttavia voluto indicare alcuna data precisa.

C'è speranza

Da parte di Cassis, "c'è volontà e speranza" di giungere ad una conclusione soddisfacente per tutti. Un accordo istituzionale ci farebbe in ogni caso bene, ha spiegato, "dandoci maggiore sicurezza giuridica, importante per la nostra piazza economica".

In caso di insuccesso, "ciò ci potrebbe fare male sul piano economico", dal momento che l'Ue non intende siglare nuovi accordi con la Svizzera, come quello sull'elettricità, senza avere in mano un accordo istituzionale.

Non si possono escludere nemmeno contromisure da parte di Bruxelles, ha aggiunto il capo del Dipartimento federale degli affari esteri. Su Berna pesa inoltre il riconoscimento per un solo anno dell'equivalenza delle Borsa svizzera deciso dall'Unione.

Un segnale di buona volontà

Anche quale segnale psicologico, il Consiglio federale ha quindi deciso oggi di rinnovare per altri dieci anni il contributo di coesione agli Stati Ue.

Buona parte di questa somma verrà impiegata nei paesi dell'est europeo per promuovere soprattutto la formazione professionale, mentre una fetta degli 1,3 miliardi di franchi previsti andrà ai paesi del Sud del continente al fine di gestire il problema migratorio.

Secondo il governo, il contributo fa gli interessi della Svizzera. Il Parlamento, forse già in dicembre, potrà esprimersi sull'opportunità o meno di concedere questo aiuto, ha affermato Cassis.

In procedura di consultazione, diversi ambienti vorrebbero condizionare il credito a concessioni da parte dell'Ue sulla Borsa svizzera - ossia un riconoscimento illimitato - e all'esito dei negoziati in corso in vista di un accordo quadro.

Commenti
 
TIA84 11 mesi fa su tio
Ma scusate... loro ci danno parità di borsa per un misero anno e noi gli regaliamo 130 milioni di Fr ogni anno?? Ma che siamo scemi?! Questi soldi mettiamoci dove davvero ce n'è bisogno... vedi ad esempio AVS. Spero che chi ha tempo muova un referendum in tal senso! Anche perché per simili cifre ci vuole comunque è sempre il consenso del popolo!!
fakocer 11 mesi fa su tio
Vasellina per tutti! Tonnellate di vasellina per il popolo Svizzero! Il nuovo testo del nuovo inno Svizzero: dacci oggi la nostra vasellina quotidiana come noi diamo il miliardo ai nostri detrattori e liberaci dall'UE e così sìa.
Thor61 11 mesi fa su tio
@fakocer Concordo al 100%, ma aggiungo che: .... Più precisamente sono 1.300 MILIONI, alias 1 MILARDO e TRECENTO MILIONI, i TRECENTO MILIONI non sono certo spiccioli. ;o))) Saluti
seo56 11 mesi fa su tio
Vergogna!!’
WGWG 11 mesi fa su tio
Che schifo
lo spiaggiato 11 mesi fa su tio
Bene… :-)))
Mat78 11 mesi fa su tio
Il governo cala le braghe...ancora!
patrick28 11 mesi fa su tio
Forza Ue ! Sempre
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