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L'Unione delle città svizzere chiede che chi può lavorare da casa continui a farlo.
SVIZZERA
30.04.2020 - 12:070

L'appello dell'Unione delle città svizzere: chi può deve continuare a lavorare da casa

Troppi passeggeri sui mezzi? C'è il rischio che in tanti ricorrano alla propria auto

BERNA - Gli impiegati devono poter continuare a lavorare da casa anche dopo l'11 maggio per non sovraffollare i trasporti pubblici. È l'appello lanciato oggi ai datori di lavoro dall'Unione delle città svizzere che chiede anche alla Confederazione un indennizzo per i mancati introiti nel settore dei trasporti.

Per l'associazione delle città il telelavoro va mantenuto per poter contenere il flusso di passeggeri nelle ore di punta. Solo in questo modo il viaggio con i trasporti collettivi potrà nuovamente essere accettato dai pendolari. Se la densità di viaggiatori dovesse crescere troppo, c'è infatti il rischio di un travaso di spostamenti a favore della strada.

Sempre in materia di mobilità, l'Unione delle città svizzere domanda a Berna che non vengano indennizzate unicamente le perdite per il traffico a lunga percorrenza e regionale, ma anche quelle del traffico locale. Le città e i loro trasporti pubblici sono infatti stati toccati dalle misure imposte dalla Confederazione in egual misura degli altri.

Insomma, tutte le imprese di trasporto devono poter ricorrere alla disoccupazione parziale, indipendentemente dalla loro forma giuridica. Ciò include dunque anche i trasporti pubblici urbani.

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