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19.09.2019 - 11:350

Bns: il franco si rafforza, i titoli delle banche salgono e gli analisti... analizzano

Appena è stato reso noto il mantenimento del tasso guida, l'euro è sceso. Swissmem auspica invece un indebolimento del franco

ZURIGO - Rafforzamento del franco sui mercato valutari, titoli bancari a gonfie vele in borsa e analisti che - come da tradizione - analizzano parola per parola le comunicazioni odierne: sono queste le reazioni nel mondo della finanza alle decisioni prese oggi dalla Banca nazionale svizzera (BNS).

Appena è stato reso noto che il tasso guida viene lasciato a -0,75% il franco si è rafforzato, sebbene in modo non impressionante: il corso dell'euro è sceso da oltre 1,10 a 1,0959 franchi. Anche il dollaro è chiaramente sceso, da 0,9984 a 0,9923.

Il prospettato aumento degli importi sino a cui le banche non sono costrette a pagare tassi di interesse nei conti giro presso la BNS ha portato i titoli bancari a progredire chiaramente in borsa: UBS in mattinata sale di circa l'1,5%, Credit Suisse dell'1,6% e Julius Bär dell'1,4%, in un contesto che vede l'indice SMI marciare praticamente sul posto.

Le novità sulle franchigie per le banche vengono accolte positivamente dagli analisti, che però in generale si interrogano ancora una volta sui margini di manovra della BNS. Secondo Jörg Angele di Bantleon Bank si è visto una volta ancora che l'istituto ha poche frecce al suo arco e che reagisce soprattutto a misure di altre banche centrali. La BNS non potrà aumentare il suo tasso guida prima della Banca centrale europea: al più presto quindi nel secondo semestre del 2021 o addirittura più tardi, se le sue previsioni di inflazione si riveleranno corrette.

Per Philipp Burckhardt di Lombard Odier quanto comunicato mostra che un ulteriore abbassamento del costo del denaro sarà effettuato solo come ultima ratio: probabilmente la BNS tiene conto anche della pressione politica interna. Se necessario potrebbe comunque intervenire anche al di fuori delle normali scadenze trimestrali. Un cambiamento nell'altra direzione, vale a dire verso un aumento dei tassi, è da considerare improbabile per il 2019 e il 2020: la BNS è con le spalle al muro e - analogamente alla Bce - sembra aver già sfruttato per la gran parte i mezzi a sua disposizione.

Stando a Thomas Gitzel di VP Bank visto che negli ultimi tempi il franco si era leggermente svalutato nei confronti dell'euro non vi era una necessità acuta di agire. Il presidente della BNS Thomas Jordan fa bene a tenere cartucce di riserva. Per il momento non è da aspettarsi un ulteriore abbassamento del tasso guida.

Per Charlotte De Montpellier, di Ing, gli adeguamenti delle franchigie mostrano che la BNS si aspetta un periodo di tassi negativi molto lungo ed è quindi alla ricerca di mezzi per attenuarne l'impatto. A meno di non dover reagire a uno shock, la banca non farà scendere ancora il suo tasso.

Swissmem auspica indebolimento del franco a 1,20 rispetto a euro - Swissmem - l'associazione padronale dell'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica, fortemente orientata all'esportazione - auspica un indebolimento del franco nei confronti dell'euro fino a un livello che ricalchi la parità di potere d'acquisto, vale a dire 1,20 secondo l'organizzazione.

Per ottenere questo obiettivo la Banca nazionale svizzera (BNS) deve adottare tutte le misure necessarie: quali concretamente esse siano, è compito dell'istituto decidere, ha indicato all'agenzia Awp il portavoce di Swissmem Ivo Zimmermann, precisando i contenuti di un comunicato stampa. «Non ci esprimiamo al riguardo, perché teniamo all'indipendenza della BNS».

Swissmem riconosce che la Banca nazionale si trova in una situazione difficile. Fa comunque presente che il franco negli ultimi mesi si è rafforzato sull'euro ed è attualmente «sensibilmente sopravvalutato». Considerato che la congiuntura in diversi paesi si è raffreddata, i problemi valutari potrebbero mettere in grosse difficoltà le aziende elvetiche del ramo.

Per sostenere l'economia d'esportazione serve inoltre l'impegno del mondo politico. «Swissmem non chiede sovvenzioni, bensì migliori condizioni quadro». L'accordo istituzionale con l'Ue va firmato prima della fine d'ottobre e le intese di libero scambio con Indonesia e Mercosur devono essere ratificate rapidamente. Bisogna inoltre evitare un'espansione dello stato sociale: «l'industria non può sopportare ulteriori costi salariali», conclude Swissmem.
 
 

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