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SVIZZERA
12.06.2019 - 16:420

Confusione 5G: critiche da parte degli operatori

Sono state denunciate le illegalità delle misure adottate da diversi cantoni

ZURIGO - Mentre gli oppositori all'introduzione della tecnologia di comunicazione mobile 5G in Svizzera si mobilitano sempre più, gli operatori hanno cominciato a mettere in servizio la loro rete e denunciano l'illegalità delle misure adottate da diversi cantoni, che dal canto loro invocano il principio della precauzione.

«Le reticenze svizzere sono certamente dovute alla comunicazione cacofonica della Confederazione», ha detto all'agenzia AWP Robin Eymann, responsabile di politica economica presso la Federazione romanda dei consumatori (FRC). In effetti per le autorità federali «le emissioni devono essere limitate al massimo dal punto di vista tecnico e dell'esercizio e sopportabili sotto il profilo economico».

Un gruppo di lavoro per analizzare esigenze e rischi legati al potenziamento delle reti 5G nel settore della telefonia mobile e delle radiazioni, sotto la guida dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), era stato istituito in settembre dall'allora consigliera federale Doris Leuthard. Ieri Simonetta Sommaruga, che le è succeduta a capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti e delle comunicazioni (DATEC), ha fatto sapere che il relativo rapporto non sarà presentato questo mese, come previsto, ma entro la fine dell'anno.

Intanto però i due maggiori operatori di telecomunicazioni elvetici, Swisscom e Sunrise, hanno già cominciato a mettere in funzione in aprile le proprie reti. «Lanciare un gruppo di lavoro per valutare i rischi del 5G e al contempo attribuire le concessioni prima dei suoi risultati può giustamente suscitare incomprensioni e timori», rimarca Eymann.

Diversi cantoni stanno già facendo resistenza: mentre Ginevra, Vaud e Giura hanno decretato una moratoria in attesa delle conclusioni dell'UFAM, altri hanno deciso di sottoporre l'installazione di antenne alla concessione di un permesso di costruzione.

Gli operatori parlano di ingiustizia: «moratorie simili violano la legge federale», sostiene un portavoce di Sunrise sottolineando l'obbligo imposto agli operatori concessionari di realizzare e gestire la rete 5G. I due principali attori del ramo puntano a un tasso di copertura del 90% circa entro la fine dell'anno.

«Una certa reticenza è comprensibile in occasione della modernizzazione di un'infrastruttura», ritiene Christian Grasser, direttore dell'Associazione svizzera delle telecomunicazioni (ASUT), il quale si dice convinto che la nuova tecnologia sarà accettata quando gli utilizzatori potranno trarre profitto dai vantaggi dei nuovi apparecchi e servizi.

Grasser prevede che i prodotti 5G si propagheranno molto più rapidamente che le due tecnologie precedenti. Tuttavia osserva una sorta di schizofrenia del pubblico, "molto aperto a nuovi terminali quali smartphone e tablet, ma critico nei confronti dell'infrastruttura senza la quale la comunicazione mobile non è possibile".

Nel confronto internazionale la Svizzera, attraverso l'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI), fissa limiti severi per le radiazioni delle antenne di radiotelefonia mobile. Il portavoce di Sunrise afferma che le norme in vigore nella Confederazione sono "dieci volte più severe che quelle della maggior parte degli altri paesi" e che "dunque non c'è alcuna ragione per adottare altre misure di precauzione".

Per Grasser il principio di precauzione iscritto nella legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) offre alla popolazione elvetica una tutela molto migliore che nei paesi vicini, e "poiché il 5G utilizza frequenze simili a quelle delle tecnologie attuali non ci sono nuovi rischi". Hugo Lehmann, esperto di radiazioni presso Swisscom, sostiene perfino che la tecnologia 5G, più efficiente delle precedenti, permetterà di ridurre l'esposizione del pubblico alle radiazioni.

Ralf Beyeler, esperto di telecomunicazioni presso il portale di confronti online Moneyland.ch, spiega che l'opposizione al 5G con il fatto che contrariamente ad innovazioni tecnologiche in altri settori, "i segnali della telefonia mobile toccano tutte le persone che si trovano nelle vicinanze di un'antenna".

"La comunicazione degli operatori hanno forse irritato la popolazione", ritiene Eymann: "il martellamento pubblicitario può essere interpretato come arroganza", aggiunge definendo uno "pseudo-studio" il documento pubblicato a fine aprile dall'ASUT.

Quest'ultimo affermava che un ritardo di tre anni nello sviluppo della rete di comunicazione mobile ultraveloce ridurrebbe la crescita della produzione scaturita da questa tecnologia di 10 miliardi di franchi entro il 2026 e limiterebbe la competitività delle aziende elvetiche. Al contrario, un'introduzione rapida del 5G "permetterebbe la creazione di 137'000 impieghi e un aumento del valore della produzione annua fino a 42,4 miliardi di franchi entro il 2030".
 
 

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