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31.05.2019 - 09:070

«Siamo molto scettici sulle fusioni transfrontaliere»

Il Ceo di Credit Suisse resta comunque vigile sulle opportunità di consolidamento nazionale

ZURIGO - Nessuna fusione in vista con una banca estera per Credit Suisse: «Siamo molto scettici riguardo alle acquisizioni e alle fusioni transfrontaliere», spiega il presidente della direzione Tidjane Thiam.

«Tuttavia, siamo aperti - e lo abbiamo già detto più volte - all'opportunità di consolidamento nazionale, cioè all'interno di mercati in cui siamo già attivi», afferma il manager franco-ivoriano in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano finanziario romando L'Agefi. «È anche possibile che collaboriamo con questo tipo di banche, ma senza acquistarle, ad esempio mettendo a loro disposizione il nostro sistema informatizzato di conformità normativa».

Fra l'altro proprio nel comparto compliance la banca ha assunto 800 persone. Un soggetto molto appassionante, secondo Thiam. «È anche una questione di vita o di morte: negli ultimi dieci anni, i problemi di conformità normativa ci sono costati circa 15 miliardi di franchi, compresi gli onorari degli avvocati e le multe, per non parlare del danno alla nostra immagine». Secondo il 56enne una banca che vuole avere successo deve bilanciare diversi obiettivi: imprenditorialità, rispetto della legislazione e tutela degli interessi a lungo termine dei propri clienti e azionisti.

Riguardo alla Brexit, Thiam parla di un «brutta sorpresa»: genera una perdita di fiducia nel Regno Unito che non scomparirà presto. «La parte del nostro fatturato a rischio è solo del 2% e siamo meno esposti della media». Vi saranno posti di lavoro che saranno spostati nella Confederazione? «Permettetemi di rispondere in modo generale: la Svizzera ha molti punti di forza, tra cui la competitività e l'apertura. È anche un Paese sicuro che dimostra coerenza e regolarità. Se la Svizzera continua su questa strada, il suo futuro sarà positivo».

In relazione alla nuova via della seta, Thiam non vuole sentir parlare di egemonia cinese. «Le infrastrutture facilitano gli scambi in entrambe le direzioni e non solo dalla Cina verso altri paesi: ciò andrà a vantaggio anche degli stati in cui sono state realizzate». Spetta però ai governi di ciascun paese accettare le offerte di finanziamento solo se sono nell'interesse nazionale.

Riguardo ai suoi prossimi obiettivi, Thiam indica di avere molto piacere nell'attuale posizione. «Il mio maggiore desiderio è che la nostra banca sia rispettata e ammirata, e questo comporta un numero infinito di cose», spiega. «Quello che mi fa più piacere è che il 94% dei nostri collaboratori si dichiara orgoglioso di lavorare per il Credit Suisse, nonostante il fatto che abbiamo appena completato tre anni di ristrutturazione. Ringrazio tutti i nostri collaboratori che, ogni giorno, svolgono un lavoro eccellente per i nostri clienti».

Integrazione in Svizzera? «Il mio tedesco è utilizzabile, ma questo non è il caso per lo schwitzertütsch, anche se comincio piano piano a capire quello che si dice intorno a me». Thiam aggiunge anche di essere interessato ad acquisire la cittadinanza elvetica una volta che saranno soddisfatte le condizioni, vale a dire 12 anni di residenza nel Paese.

Commenti
 
Danny50 5 mesi fa su tio
XENOFOBO !!
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Ultimo aggiornamento: 2019-11-20 16:54:54 | 91.208.130.89