LOSANNA
22.05.2015 - 11:530
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:06

Franco forte, Germania più conveniente di Italia e Francia

I cosmetici costano in Svizzera tra il 73 e l'80% in più che in Germania. La differenza con Italia e Francia è meno elevata. Ma i prezzi nel nostro paese si sono leggermente abbassati

LOSANNA - In seguito all'abbandono della soglia minima di cambio franco-euro, i grandi distributori hanno abbassato i prezzi dei cosmetici e dei prodotti alimentari. Tuttavia la Svizzera rimane "un'isola dei prezzi elevati". È quanto emerge dall'ultimo rilevamento dei prezzi pubblicato oggi dall'Alleanza dei consumatori (ACSI, FRC, SKS). Per quanto riguarda il Ticino, si è registrato un calo del 2,8% delle tariffe dei periodici.

In questo ultimo settore le differenze tra la Confederazione e i Paesi vicini restano considerevoli: tra la Svizzera tedesca e la Germania lo scarto è del 76%, tra la Romandia e la Francia dell'80% e tra la Svizzera italiana e l'Italia addirittura del 142%.

Inoltre, tra l'agosto del 2014 e l'aprile del 2015, le riviste vendute in Svizzera non hanno subito alcun calo dei prezzi, salvo nel canton Ticino (-2,8% appunto), precisa l'Alleanza. In Romandia e nella Svizzera tedesca, le tariffe delle riviste sono persino aumentate rispettivamente dello 0,7% e dello 0,4%.

Nel periodo in rassegna, i grandi commerci al dettaglio hanno invece abbassato i prezzi dei prodotti cosmetici provenienti dalla zona euro: -8,5% presso Migros, -6,5% presso Coop e -5,8% presso Manor. Nell'alimentazione, i cali sono un po' meno importanti: -5,1% nei negozi Denner, -3,7% in quelli Migros e -3,3% in quelli Coop.

Differenze nell'abbigliamento

Questa flessione dei prezzi non colma tuttavia gli scarti tra la Svizzera e i Paesi vicini. I cosmetici sono infatti tra il 73% e l'80% più cari sul suolo elvetico rispetto alla Germania, tra il 28% e il 35% più elevati rispetto all'Italia e alla Francia. Nel settore alimentare, la differenza è del 40% con la Francia e la Germania e del 15% con l'Italia.

Nell'abbigliamento, i consumatori pagano sempre il 46% di più rispetto agli Stati vicini. Da notare che quest'ultimo settore è maggiormente dipendente dal dollaro. "Tenuto conto delle differenze constatate, uno sforzo deve essere fatto per frenare il turismo degli acquisti", ha spiegato l'Alleanza dei consumatori.

Per realizzare lo studio, sono stati paragonati i prezzi di vari prodotti venduti nei grandi magazzini a fine aprile/inizio maggio 2015, ovvero a 100 giorni dalla fine della soglia minima di cambio, con quelli dell'agosto 2014.

Fondata nel 2010, l'Alleanza dei consumatori riunisce le tre grandi associazioni del Paese: l'Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI), la Fédération romande des consommateurs (FRC) e la Stiftung für Konsumentenschutz (SKS).

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