Firme farlocche, misure efficaci per contrastare il problema

La Commissione della gestione del Consiglio degli Stati giudica adeguate le misure contro la falsificazione delle firme, ma critica la lentezza della Cancelleria federale nell'informare sul problema.
BERNA - I provvedimenti adottati per prevenire le falsificazioni di firme in occasione di referendum e iniziative popolari sono adeguati.
È la conclusione cui è giunta la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S), secondo cui però la Cancelleria federale ha tardato nell’informare circa le presunte contraffazioni, mancando di sensibilità politica sul tema.
Per preservare la fiducia nei diritti popolari è infatti essenziale che, in vista del deposito di iniziative popolari e domande di referendum, siano garantite in ogni momento procedure irreprensibili, spiega la commissione citata in una nota odierna dei servizi parlamentari.
A partire dall’inizio del 2019, alla Cancelleria federale sono state segnalate presunte alterazioni di firme raccolte in relazione a iniziative popolari federali. Tuttavia, Parlamento e opinione pubblica sono venuti a conoscenza del problema mediante i media.
Scarso senso politico - Per questo la CdG-S crede che sarebbe stata auspicabile un’informazione più tempestiva e più attiva da parte dell'organo preposto al controllo della procedura di raccolta e conteggio delle sottoscrizioni. Oltre a ciò, sottolinea la nota, le informazioni non sono circolate in modo ottimale neppure all’interno della Cancelleria federale: in particolare, il nuovo cancelliere della Confederazione (Viktor Rossi, n.d.r) entrato in carica a inizio 2024, è stato informato soltanto poco prima della pubblicazione delle notizie negli organi di informazione.
I settori coinvolti all’interno della Cancelleria federale per troppo tempo non hanno riconosciuto la componente politica sensibile del tema. Per questo la commissione raccomanda che la Cancelleria federale provveda in futuro a identificare e seguire nell’ambito della gestione dei rischi gli sviluppi in questi ambiti altamente sensibili.
Circa le misure adottate per evitare il ripetersi della falsificazioni, quest'ultime si sono dimostrate adeguate. Tra l'altro è stata inoltrata una prima denuncia penale nel 2022. Tuttavia l’efficacia dei provvedimenti potrà essere pienamente valutata soltanto a medio termine.
"Liste di famiglia" - La CdG-S pensa inoltre che la prassi seguita dalla Cancelleria federale fino a ottobre 2025, secondo cui di norma venivano convalidate tutte le firme delle cosiddette "liste di famiglia", non fosse conforme alla legge.
Valuta positivamente l’adeguamento avvenuto a ottobre 2025 delle istruzioni concernenti l’attestazione del diritto di voto, con cui è stato modificato l’approccio per i casi in cui una persona iscrive più nomi e cognomi in una lista. La modifica della prassi è una delle misure adottate per facilitare il riconoscimento di falsificazioni.
In passato la Cancelleria federale e una parte dei Comuni in alcuni casi attestavano o dichiaravano valide anche firme per le quali il nome e il cognome non erano stati apposti di proprio pugno, nonostante ciò non fosse conforme alla legge: la nuova pratica pone rimedio a questa situazione. La Commissione ritiene tuttavia che, in ossequio al principio della buona fede, la Cancelleria federale avrebbe dovuto informare tempestivamente il pubblico e i comitati della nuova procedura.
Secondo la commissione, per rendere ammissibile la convalida di una firma anche nei casi in cui il nome e il cognome siano stati iscritti da un’altra persona è necessaria una modifica della legge federale sui diritti politici. Su questa proposta il Consiglio federale dovrà esprimere un parere entro la fine di giugno.



