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Cerca il papà biologico e trova (almeno) ventidue fratellastri

Scoperta shock per un 38enne svizzero. Nato da un donatore di sperma anonimo, l'uomo si era sottoposto al test del DNA per trovare il suo padre biologico.
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Fonte Tages-Anzeiger
Cerca il papà biologico e trova (almeno) ventidue fratellastri
Scoperta shock per un 38enne svizzero. Nato da un donatore di sperma anonimo, l'uomo si era sottoposto al test del DNA per trovare il suo padre biologico.

ZURIGO - Due anni fa, all'età di 36 anni, Michael Lüthi* - nato da un donatore anonimo di sperma - ha scoperto, grazie a un test del DNA, di avere almeno ventidue fratellastri e sorellastre. Una scoperta scioccante per l'uomo, che avrebbe voluto solo saperne di più sul proprio padre biologico ma che, invece, oltre a non aver individuato alcun donatore, si è trovato di fronte a una famiglia allargata.

Tutti i suoi fratellastri discendono infatti dallo stesso donatore anonimo, che aveva effettuato donazioni tra il 1980 e il 1988, con la maggior parte dei concepimenti avvenuti all’ospedale cantonale di San Gallo. Lüthi, che vive a Zurigo e il cui padre legale era sterile, ricorda perfettamente il momento della scoperta: «Mi sono sentito come se fossi entrato in acqua e fossi stato scaraventato contro una roccia da un'onda», ha raccontato al Tages-Anzeiger.

Tanti fratelli e sorelle sconosciuti con il rischio di incesto - Pochi giorni dopo la scoperta, ha incontrato una sorellastra e, dopo il lungo colloquio, si è chiesto: «C’è un aspetto genetico nel fatto che mi senta così vicino a lei?». L'uomo sottolinea però anche il rischio etico delle donazioni multiple non tracciate: «E se una volta avessi avuto un match su Tinder con una delle mie sorellastre?».

Nonostante la legge svizzera dal 2001 limiti i figli per donatore a otto, il caso Lüthi evidenzia le conseguenze delle pratiche precedenti. A questo riguardo il medico Gideon Sartorius, specializzato in medicina riproduttiva, conferma che «la sensazione di far parte di una "produzione di massa" può essere difficile da gestire».

L'interpellanza - Proprio per questo, quando è venuta a conoscenza della storia, la consigliera nazionale Barbara Gysi (PS), presidente di Pach (Associazione svizzera dei figli in affido e in adozione), a inizio marzo ha presentato un’interpellanza al Consiglio federale per sapere quanto fosse diffusa la pratica delle donazioni multiple.

Qualcosa è cambiato - Le donazioni anonime sono vietate in Svizzera dal 2001, e a partire dai 18 anni i figli hanno il diritto di richiedere l'identità del donatore, previo suo consenso. Tuttavia, tale diritto è spesso vanificato: molte cliniche e ospedali hanno distrutto le cartelle cliniche risalenti agli anni '80 e '90.

«Più trasparenza» - Michael Lüthi, che ha scoperto di essere stato concepito grazie a un donatore di sperma solo a ventisei anni, auspica un cambiamento di mentalità da parte dei genitori: «Mantenere il segreto danneggia una famiglia». L'uomo oggi ha rinunciato a conoscere il suo padre biologico: «Non credo che lo troveremo mai, e per me va bene così».

* L'intervistato ha chiesto l'anonimato, perché non tutti sanno che non è il figlio biologico di suo padre.

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