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SVIZZERA/INDONESIA

Lo svizzero a Bali non si pente: «Non mi interessano le regole, ho anche rubato...»

Dopo aver deriso la sacra festività di Nyepi, il turista è stato arrestato, ma non mostra alcun segno di rimorso. Il caso, intanto, sta assumendo sempre più rilevanza politica in Indonesia.
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Lo svizzero a Bali non si pente: «Non mi interessano le regole, ho anche rubato...»
Dopo aver deriso la sacra festività di Nyepi, il turista è stato arrestato, ma non mostra alcun segno di rimorso. Il caso, intanto, sta assumendo sempre più rilevanza politica in Indonesia.

BALI - È bastato un post per scatenare un’ondata di indignazione in tutto il Paese: il 26enne svizzero Luzian Z. è diventato un caso internazionale dopo che, da Bali, si è permesso di deridere la festività sacra indonesiana del Nyepi.

Lo ha fatto dal suo canale social, scrivendo: «Fuck Nyepi and fuck your rules too» («Fanculo Nyepi e fanculo anche alle vostre regole»). Non solo, nonostante il coprifuoco previsto per il "Giorno del Silenzio", se n'è andato a zonzo lo stesso. Le autorità hanno reagito rapidamente: l’unità anticrimine informatico ha avviato le indagini e, nello stesso giorno, il giovane è stato arrestato.

«Punizione stupida» - Dopo l’arresto, è stato diffuso un video in cui il giovane parla con la senatrice balinese Niluh Djelantik. Luzian Z. sembra non comprendere appieno la gravità della situazione e chiede, confuso: «Stanotte non dormirò nel mio hotel?». La risposta della politica è secca: «Non credo. Stanotte dormirai alla stazione di polizia».

Mostra scarsa consapevolezza: definisce le possibili conseguenze «stupide», «inutili» e «eccessive». Prova a dire che potrebbe «semplicemente comportarsi meglio la prossima volta». Pur ammettendo di essere stato provocatorio, considera un vero problema soprattutto le minacce di morte ricevute, che intende denunciare: «Sono già stato punito abbastanza».

«Le regole non mi piacciono, ho anche rubato un panino» - Il giovane chiarisce di non condividere le regole locali. Anzi, ammette apertamente di aver violato consapevolmente leggi anche in altri contesti: all’aeroporto di Singapore avrebbe rubato un panino «semplicemente perché non gli piacciono le regole».

La senatrice resta ferma sulle sue posizioni - Nel video, Luzian Z. chiede infine clemenza: «Potremmo stringerci la mano e dimenticare tutto». Djelantik respinge la proposta e ribadisce la volontà di ottenere una pena severa: «Ti inseriremo in una blacklist e farò in modo che tu non possa rientrare in Indonesia per almeno dieci anni». Quando gli chiede se voglia informare dell'arresto la famiglia in Svizzera, lui risponde semplicemente: «No».

Secondo i media locali, Luzian Z. rischia fino a cinque anni di carcere, oltre all’espulsione e al divieto di ingresso nel Paese.

Il caso scuote il Sud-est asiatico - La vicenda ha avuto ampia risonanza in Indonesia. Alexandra, una donna olandese-indonesiana che afferma di aver segnalato per prima l’accaduto, ha dichiarato a 20 Minuten: «Il caso è discusso a livello nazionale e la notizia ha già fatto il giro di tutto il Sud-est asiatico».

L’indignazione è forte e la questione ha assunto una dimensione politica. Crescono le richieste di regole più severe per i turisti stranieri. «C’è il timore che il comportamento di pochi danneggi l’immagine degli stranieri, compresi gli svizzeri», afferma.

La posizione del DFAE - Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato di essere a conoscenza del caso, senza fornire ulteriori dettagli. In linea generale, la Svizzera offre assistenza consolare ai propri cittadini detenuti. Allo stesso tempo, il DFAE sottolinea l’importanza di rispettare le leggi locali e le consuetudini culturali.

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