Un pilastro del turismo sull'orlo del baratro: «Abbiamo paura»

Tredici campeggi vallesani rischiano di dover chiudere perché esposti a rischi naturali ritenuti, da parte delle autorità, «estremamente preoccupanti».
SION - Su circa 80 campeggi presenti nel cantone, 13 dovranno sospendere subito l’attività. Il motivo? La loro posizione geografica espone gli ospiti a un elevato rischio di valanghe o allagamenti.
L’annuncio delle autorità, pur non arrivando del tutto inaspettato, ha gettato nello sconforto chi in queste strutture si guadagna da vivere. «Al momento ho la sensazione di trovarmi di fronte a un fatto compiuto», ha dichiarato William Jerjen, gestore del campeggio Rhodania, attivo da oltre 60 anni, al quotidiano locale Walliser Bote.
La commissione edilizia cantonale ha informato gli interessati tramite lettera raccomandata venerdì scorso.
Jerjen ritiene che la decisione delle autorità sia stata presa troppo in fretta. «Sono tutti spaventati». Secondo il quotidiano, l’intero settore turistico potrebbe subire un impatto significativo dalla chiusura dei 13 campeggi, con una perdita stimata di oltre 100mila pernottamenti.
Anche il sindaco di Goms, Gerhard Kiechler, comune in cui si trova uno dei campeggi interessati, si dice scoraggiato. «È paradossale: i progetti per le misure di protezione sono bloccati nelle procedure a livello federale e cantonale, mentre allo stesso tempo si rischia la chiusura dei campeggi».
Il cantone, come anticipato, sostiene che i campeggiatori corrono un serio rischio per la propria sicurezza a causa di possibili valanghe o allagamenti. Sebbene i gestori possano presentare ricorso contro la decisione, la chiusura immediata resta in vigore fino a nuovo avviso. Se l’attività dovesse proseguire, il cantone minaccia multe fino a 10mila franchi.
A quanto pare, i piani di chiusura non sono una novità. Il Walliser Bote, citando una lettera inviata nel dicembre 2025, riporta che la chiusura per la prossima stagione estiva era già stata presa in considerazione, poiché i campeggi sono esposti a rischi naturali «in modo estremamente preoccupante». «Questa situazione richiede un intervento rapido, perché potrebbero essere a rischio vite umane». I comuni e i gestori erano stati quindi invitati a valutare possibili misure.
Il consigliere di Stato vallesano Christophe Darbellay critica duramente l’operato della commissione edilizia cantonale, sottolineando che i campeggi rappresentano un pilastro fondamentale del turismo. «Non c’è alcun aiuto e nessuna alternativa. Trovo la situazione problematica». Inoltre, molti gestori accettano prenotazioni per la prossima stagione estiva già da mesi.
«Questo non è il modo di trattare i cittadini di questo cantone», ha aggiunto, temendo che le persone possano accamparsi illegalmente in luoghi ancora più pericolosi. I gestori possono presentare ricorso contro la decisione. La prosecuzione dell’attività potrebbe tuttavia essere possibile solo adottando adeguate misure di sicurezza o spostando le aree di sosta.



