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SVIZZERAI centri federali non possono ormai più accogliere rifugiati

15.03.22 - 18:22
In 24 ore sono arrivati altri 1'368 profughi e le capacità dei sei centri hanno raggiunto il limite.
Keystone
I centri federali non possono ormai più accogliere rifugiati
In 24 ore sono arrivati altri 1'368 profughi e le capacità dei sei centri hanno raggiunto il limite.
La SEM garantisce comunque che tutti i rifugiati avranno un letto su cui dormire.

BERNA - Prosegue il flusso massiccio di persone provenienti dall'Ucraina e che cercano rifugio nel nostro Paese. Questa mattina, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) aveva registrato un totale di 5'211 profughi. Fra questi, 3'090 si trovano alloggiati presso i centri federali d'asilo, mentre 2'121 sono ospitati da privati. In un solo giorno, sono di conseguenza giunti in Svizzera 1'368 rifugiati (ieri erano infatti 3'843).

Un forte afflusso che sta mettendo a dura prova la capacità d'accoglienza nei sei centri federali d'asilo presenti sul territorio nazionale: Boudry, Berna, Basilea, Zurigo, Altstätten e Chiasso, di cui abbiamo riferito in un precedente articolo. Tanto che stando al sito internet della SEM, i centri sono ormai pieni e non possono più accogliere altri profughi. Contattato dai colleghi di 20Minuten, il portavoce Thomas Bach ha comunque precisato che «tutti i rifugiati che non hanno ancora un letto ne avranno uno entro stasera».

screenshot sem.admin.ch

Insomma, nessuno verrà abbandonato a se stesso. Ma per farlo diventa sempre più prioritario trovare dei privati che mettano a disposizione le loro abitazioni. In questo senso, ad esempio, il Canton Grigioni ha istituito questa mattina un sito web www.gr.ch/ucraina costantemente aggiornato dove si trova una panoramica in merito a offerte d'aiuto e alloggi privati. Un'azione intrapresa qualche giorno fa anche dal Canton Ticino.

Per i centri federali d'asilo vige un sistema a semaforo: rosso = nessuna capacità, arancio = poca capacità e verde = grande capacità. I sei centri sopracitati, responsabili per l'attribuzione dello statuto S per i rifugiati ucraini, al momento sono tutti rossi.

Il problema sta nella registrazione per lo statuto S: i profughi devono riempire formulari, lasciare le loro impronte e condurre un colloquio. Domenica la SEM aveva annunciato che per accelerare la registrazione vuole puntare sulla digitalizzazione: ad esempio in futuro sarà possibile prenotare appuntamento nei centri direttamente online, per evitare che i rifugiati ucraini debbano aspettare (talvolta) ore davanti ai centri d'asilo.

Alcuni arrivano con i loro amici a quattro zampe - Alcuni profughi si portano appresso i loro animali domestici nel lungo viaggio. Nel canton Zurigo ad esempio, dove sta arrivando la maggior parte di queste persone, ci si sta organizzando per accogliere gli amici a quattro zampe. In caso di emergenza, la locale Protezione degli Animali potrà allestire fino a 100 posti per cani, gatti e altre specie di piccola taglia, informa oggi tramite un comunicato. Il primo "gatto rifugiato" è stato messo in un rifugio all'inizio di marzo, dopo che i proprietari, una famiglia ucraina, si erano visti rifiutare il felino nel centro d'asilo dove sono stati collocati.

La Confederazione sta comunque allentando le rigide regole d'ingresso per gli animali. Esse si applicano in quanto la rabbia, malattia virale trasmissibile agli esseri umani, non è stata del tutto eradicata in Ucraina.

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