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Misurata al Cern la massa del bosone W

Il Cern misura con precisione la massa del bosone W, rafforzando così il Modello standard.
Afp
Fonte ats ans
Misurata al Cern la massa del bosone W
Il Cern misura con precisione la massa del bosone W, rafforzando così il Modello standard.

GINEVRA - Misurata con grandissima precisione la massa di una delle particelle elementari più importanti: il bosone W, alla base di una delle quattro forze fondamentali. La misura arriva dopo 10 anni di analisi delle collisioni prodotte dal Large Hadron Collider al Cern di Ginevra e rappresenta una fondamentale dimostrazione della correttezza del Modello standard, la teoria in grado di spiegare l'essenza della natura.

I dati sono stati pubblicati su Nature dai circa 3000 ricercatori coinvolti nell'esperimento Cms al Cern e guidati da Kenneth Long, dell'Istituto di Tecnologia del Massachussetts.

Il bosone W è una delle due particelle elementari che mediano la cosiddetta forza debole, una delle quattro forze della natura, e la misura della sua massa è particolarmente difficile e allo stesso tempo fondamentale per provare la correttezza o meno delle attuali teorie scientifiche, in particolare il cosiddetto Modello standard.

Recenti misure ottenute negli Stati Uniti, grazie a un acceleratore di particelle presente al Fermilab, avevano con sorpresa indicato una massa ben diversa dalle attese. I dati pubblicati nel 2022 dai ricercatori americani avevano un ottimo livello di precisione e proprio per questo lasciava ipotizzare un 'problema' nel Modello standard.

Ora dal Cern arriva una nuova misura altrettanto precisa di quella del Fermilab, ottenuta da miliardi di collisioni protone-protone da cui sono stati identificati 100 milioni di eventi che hanno prodotto un bosone W. Analizzando i dati, gli scienziati sono arrivati alla conclusione che il bosone W ha una massa di 80360,2 ± 9,9 megaelettronvolt (MeV). Un numero che, a differenza di quello americano, rientra perfettamente nel Modello standard.

"È un enorme sollievo", ha detto Long. Un dato che si aggiunge ad altri precedenti esperimenti e che suggerisce che forse la misura fatta dal Fermilab sia stata alterata da qualche forma di errore: "Tuttavia - ha aggiunto Long - penso che si debba continuare a effettuare queste misurazioni. Non abbiamo ancora finito".

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