Un cortile dove consumare crack: la proposta che divide

Il progetto della Città di Lucerna apre un acceso dibattito sullo spazio pubblico e sulla sicurezza urbana.
Il progetto della Città di Lucerna apre un acceso dibattito sullo spazio pubblico e sulla sicurezza urbana.
LUCERNA - Un centro per il consumo di crack nel cuore della città. È il progetto a cui sta lavorando la città di Lucerna nel quartiere Bruch, lungo una strada residenziale come tante altre, circondata da attività quotidiane: un asilo, un’agenzia grafica, atelier d'artisti, ma anche un supermercato e un ristorante thailandese. Al centro del progetto vi sarebbe un cortile interno, visibile da numerosi appartamenti e balconi, che potrebbe diventare uno spazio controllato per i consumatori abituali di questa sostanza.
Secondo quanto riportato dalla NZZ, la città sta pianificando un «luogo di permanenza legittimato»: un progetto pilota della durata di due anni con regole precise (divieto di violenza, armi e rumore), in cui il consumo e lo spaccio sarebbero tollerati sotto supervisione. Non sarebbe prevista una presenza costante della polizia, ma l’intervento di operatori sociali e di sicurezza.
Approccio innovativo - Gli esperti di dipendenze parlano di un approccio innovativo e potenzialmente replicabile a livello nazionale, mentre tra i residenti prevalgono timori e scetticismo. In Svizzera, esperienze simili non sono una novità: a Ginevra, Basilea, Zurigo e in altre città esistono già spazi di consumo controllato, le cosiddette “stanze del consumo”, che però si trovano al chiuso. La principale differenza del progetto lucernese è proprio l’ubicazione all’aperto, nel pieno contesto urbano. In generale, questi dispositivi mirano a ridurre i danni del consumo e a sottrarre le scene di droga allo spazio pubblico, concentrandole in ambienti controllati.
Il consumo di crack presenta caratteristiche diverse rispetto ad altre sostanze come eroina o cocaina in polvere: l’effetto è molto intenso ma di breve durata, con la conseguenza di un uso ripetuto e compulsivo, spesso a scapito dei bisogni primari come alimentazione, idratazione e riposo.
A Lucerna si stima che tra 700 e 1000 persone facciano uso di crack - Molti di loro dichiarano di non avere un luogo stabile in cui stare. Un consumatore ha raccontato a un quotidiano locale: «Non so dove andare. A volte dormo nei vani scale». Un altro ha descritto la situazione come «un continuo gioco del gatto e del topo con la polizia».
Secondo Christian Wandeler, responsabile della sicurezza cittadina, i consumatori di crack si muovono nello spazio urbano come un «formicaio»: più caotici, nervosi e instabili rispetto ad altre persone con dipendenze. «Le loro condizioni di salute ci preoccupano», afferma, sottolineando il rapido deterioramento fisico e psicologico legato a questo tipo di consumo.
Per Arjen Faber, responsabile del servizio Sicurezza, Intervento e Prevenzione (SIP), il progetto consentirebbe di entrare in contatto diretto con i consumatori, offrendo assistenza sanitaria, accesso a dormitori e percorsi terapeutici, oltre a intercettare chi si trova ancora nelle fasi iniziali della dipendenza. Secondo Faber, lo spazio contribuirebbe anche a ridurre le criticità nel quartiere, eliminando il consumo negli ingressi degli edifici e migliorando le condizioni igieniche.
Tra i residenti, però, le perplessità restano forti. Il centro dovrebbe essere aperto tra le 17 e le 21, ma molti si chiedono cosa accadrà dopo la chiusura. Il timore è che i consumatori tornino a riversarsi nelle strade del quartiere. Dal canto suo, la città assicura che i servizi di intervento continueranno a presidiare la zona, pur riconoscendo che una soluzione ideale non esiste.




