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SVIZZERAAumento del tasso ipotecario: «Il Consiglio federale deve agire»

01.12.23 - 10:00
L'Unione sindacale svizzera punta il dito contro Berna. «Le misure finora annunciate sono timide e insufficienti. E le famiglie soffrono».
Ti-Press
Gli affitti pesano sempre più sul budget delle economie domestiche.
Gli affitti pesano sempre più sul budget delle economie domestiche.
Fonte ats
Aumento del tasso ipotecario: «Il Consiglio federale deve agire»
L'Unione sindacale svizzera punta il dito contro Berna. «Le misure finora annunciate sono timide e insufficienti. E le famiglie soffrono».

BERNA - Gli affitti pesano sempre di più sul budget delle economie domestiche e raggiungono un livello difficilmente sopportabile. Una situazione che sarebbe stato possibile evitare. Le misure finora annunciate dal Consiglio federale sono invece timide e insufficienti. Così ha reagito l'Unione sindacale svizzera (USS) all'annuncio del nuovo aumento del tasso di ipotecario di riferimento dall'1,5 all'1,75% fatto stamane dall'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB).

Il Governo preferisce attenersi al principio del «lasciar fare» in materia di affitti. Intanto, milioni di famiglie subiscono le conseguenze del nuovo aumento, ha deplorato l'USS in una nota odierna, secondo cui a uscirne vincitore è ancora una volta il settore immobiliare.

Si tratta di una spirale infernale, con affitti destinati ad aumentare di un ulteriore 3%, più una parte per compensare il rincaro e una somma forfettaria per coprire la crescita dei costi. Secondo l'USS, non ci si può certo aspettare che le principali società immobiliari esitino a trasferire questo aumento agli inquilini, nonostante le ripetute promesse e le comunicazioni tranquillizzanti.

Stando all'organizzazione sindacale, l'annuncio arriva in un momento già difficile, vista la pressione generale sul potere d'acquisto, con l'esplosione dei premi delle casse malati e il continuo calo delle rendite del secondo pilastro.

Secondo l'USS, è quindi evidente che occorre un'azione politica rapida ed efficace nel settore degli affitti. Le modifiche all'ordinanza presentate dal Consiglio federale la scorsa settimana sono certamente un passo nella giusta direzione, ma sono del tutto inadeguate. Tanto per cominciare, dovrebbero essere introdotte immediatamente, ha sottolineato l'organizzazione sindacale. Invece, si prevede di avviare una procedura di consultazione nell'estate del 2024. Questo ritardo è incomprensibile, ha deplorato ancora l'USS.

Pro Senectute: «Pensionati a rischio povertà» - Il secondo aumento in un anno sul fronte degli affitti rischia di essere fatale per molti pensionati. A lanciare l'allarme è Pro Senectute, in una nota diffusa in seguito all'annuncio del nuovo incremento del tasso di ipotecario di riferimento dall'1,5 all'1,75% fatto stamane dall'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). «Il secondo aumento del tasso di interesse ipotecario di riferimento in un anno spinge nella miseria le persone che vivono con il minimo vitale», indica Pro Senectute, ricordando che oggi in Svizzera un pensionato su sei vive già al limite della soglia di povertà. I circa 220'000 beneficiari di prestazioni complementari all'AVS saranno duramente colpiti. L'organizzazione denuncia inoltre il fatto che i sussidi per l'affitto previsti da questo regime non siano più al passo con l'aumento delle spese.

Ciò che è successo ...

Il tasso ipotecario di riferimento è aumentato all'1,75%, come indicato dall'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). Questo tasso è utilizzato per determinare le pigioni degli appartamenti in affitto in tutto il paese. Di conseguenza, i proprietari hanno il diritto di aumentare l'affitto del 3% se l'affitto attuale si basa sul precedente tasso dell'1,50%. Tuttavia, se l'affitto si basa su un tasso dell'1,25%, l'aumento potrebbe essere ancora maggiore. Al contrario, se l'affitto si basa su un tasso pari o superiore al 2,00%, gli inquilini hanno diritto a una riduzione.

In seguito all'aumento del tasso d'interesse ipotecario, gli inquilini si chiedono quanto in più dovranno pagare. Secondo Michael Töngi, vicepresidente dell'Associazione degli inquilini, potrebbero essere colpiti tutti gli inquilini che hanno beneficiato di riduzioni dell'affitto o che hanno affittato un nuovo appartamento da giugno 2017. L'aumento dell'affitto sarà applicato alla prossima data di disdetta, che spesso è il primo aprile 2024. L'aumento sarà del 3% se c'è già stato un aumento nel 2023, ma potrebbe arrivare fino al sei per cento per gli appartamenti affittati sei anni fa.

Gli inquilini possono contestare per iscritto un aumento abusivo dell'affitto entro 30 giorni. L'Associazione inquilini offre un calcolatore di affitto e un foglio informativo per aiutare in questo processo. L'associazione o il collegio arbitrale possono anche verificare l'aumento.
COMMENTI
 

Dan1962 2 mesi fa su tio
Fate i frontalieri ma Sbrigatevi che anche di là gli affitti aumentano

Celoblu 2 mesi fa su tio
Andando a monte di tutto… i politici prima di prendere qualsiasi decisione dovrebbero porsi 1 domanda: STO FACENDO IL BENE DEL POPOLO CHE RAPPRESENTO è dal quale percepisco il mio stipendio? Perché un Paese neutrale dovrebbe fare sanzioni alla Russia se poi come conseguenza AUMENTANO i costi dell’energia per i cittadini? Forse lo stipendio che percepiscono i politici dal Popolo sono la minima parte… la grossa fetta delle loro entrate provengono dal fatto di essere in Consigli di amministrazioni quali banche, Big pharma, catene di grandi magazzini e chi ne ha più ne metta… e il popolo soffre!

Roki 2 mesi fa su tio
Soffriamo di più per l’aumento della cassa malati.

Voilà 2 mesi fa su tio
Anche i proprietari di casa soffrono per l'aumento del tasso di riferimento, dal quale consegue un aumento dell'interesse ipotecario. Si tratta in genere di quella classe media colpita più di altre dei vari tagli, causati dalla destra e non compensati minimamente dalle proposte sempre della stessa destra.

RemusRogue 2 mesi fa su tio
Risposta a Voilà
La maggior parte della gente non ha mai chiesto l'adeguamento e hanno regalato soldi ai proprietari per anni, non penso proprio che soffrano...

Pippopeppo 2 mesi fa su tio
Non vedo per quale motivo deve intervenire il governo, il tasso ipotecario é influenzato dalla situazione congiunturale che si é modificata e di conseguenza anche il tasso di riferimento. Inoltre rammento che il contratto di affitto é di carattere privato ed ogni tipo di ingerenza non é gradito dai propretari. So che per alcuni inquilini potrebbe essere spiacevole quanto scrivo, ma agendo nel diritto privato anche gli inquilini possono decidere di rescindere il contratto e per i proprietari troppo ingordi affittare certi stabili a prezzi non concorrenziali potrebbe non essere un grande affare. La musica é diversa nelle città grandi.

bambinoalto 2 mesi fa su tio
Risposta a Pippopeppo
Bravo, oltretutto i fattori che influenzano le pigioni sono tante altre, tassi SARON o fisse a scadenze diverse, calcoli teorici degli affitti con reddito auspicato magari non raggiunto, ma di certo non si va in perdita da un mese all'altro. Certo come dici tu, nelle città la penuria di alloggi e i proprietari ingordigia la fanno da padrone. P.S. ho appena mandato a quel paese il mio locatore che per ipotesi rialzo nafta e elettricità e altre favolette mi aveva aumentato del 29 ℅ .... adesso ha perso un inquilino, e con certe braccine corte e allucinazioni, di locatari non ne vedrà per un pezzo :-)

Gimmi 2 mesi fa su tio
Se aspettiamo Berna, canta cavallo che l'erba cresce!!!

Jolly88 2 mesi fa su tio
Risposta a Gimmi
si dice "campa cavallo...." non "canta". Spero di non averti sconvolto troppo con questa scoperta :D
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