SVIZZERATutti rientrati in ufficio? C’è chi «allenta più lentamente» che il Consiglio federale

20.02.22 - 08:02
Swisscom ritiene che «il numero di nuove infezioni sia ancora molto alto» e tiene il freno a mano tirato.
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Tutti rientrati in ufficio? C’è chi «allenta più lentamente» che il Consiglio federale
Swisscom ritiene che «il numero di nuove infezioni sia ancora molto alto» e tiene il freno a mano tirato.
I dipendenti possono recarsi in ufficio, ma solo se necessario.

BERNA - Via l’obbligo. E via anche la raccomandazione. Giunti alla fine dell’homeoffice a tempo pieno, gli svizzeri sono tornati in ufficio, e da giovedì anche senza mascherina. Ma, mentre le grosse aziende preferiscono offrire flessibilità ai dipendenti, c’è anche chi sceglie la cautela e tiene ancora il personale a casa. 

Per Swisscom, che ha stretti legami con la Confederazione, la revoca delle misure è arrivata un po’ troppo rapidamente. «Il numero di nuove infezioni è ancora molto alto, noi stiamo allentando le misure un po' più lentamente», spiega al portale Nau.ch la portavoce Sabrina Hubacher. «I nostri dipendenti possono ancora lavorare individualmente nei loro uffici domestici. Possono anche incontrarsi di nuovo sul posto, se necessario, per esempio per workshop e riunioni di team».

E, riguardo alle misure di protezione, l’azienda resta conservatrice: «Chiediamo ancora al nostro personale di osservare le misure igieniche sul posto, di mantenere le distanze e di ventilare regolarmente», afferma Hubacher. «Il numero di partecipanti nelle sale riunioni è ancora limitato e si consiglia di indossare una maschera durante le riunioni».

Tutt’altra musica da Sunrise. «Accogliamo con favore le distensioni del Consiglio federale e siamo felici di lavorare di nuovo insieme in ufficio e ora anche senza mascherina», si felicita la portavoce Fabienne Rüetschi. Tuttavia, nessuno è costretto a tornare in ufficio. I dipendenti, insieme al team, decidono da soli come e dove lavorare, spiega Rüetschi: «Consigliamo di incontrare i colleghi di persona per almeno il 40-60% delle ore lavorative». 

Anche da Novartis e Nestlé vige la libera scelta. «Siamo contenti di questo passo e toglieremo l'obbligo della mascherina negli uffici», specifica Anna Schäfers, portavoce del colosso farmaceutico. Le preoccupazioni dei dipendenti che appartengono a un gruppo a rischio o che si sentono poco sicuri sono però prese molto seriamente: «Contiamo sul buon senso dei nostri impiegati affinché continuino ad esercitare cautela quando hanno a che fare con queste persone». Sta di fatto che mercoledì, circa il 75% degli impiegati stavano ancora lavorando dai loro uffici domestici. E il feedback generale è chiaro: la maggior parte del personale farà un mix tra lavoro in ufficio e lavoro da casa.

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