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BERNA
26.10.2021 - 14:150
Aggiornamento : 21:26

«I contagi continueranno ad aumentare»

Patrick Mathys in merito alla pandemia: «Solo in due cantoni il tasso di riproduzione è ancora sotto l'1»

Numeri in rialzo e una campagna vaccinale che rallenta ulteriormente. Intanto Swissmedic ha dato il via libera alla terza dose di vaccino

BERNA - Solo una settimana fa Patrick Mathys, della sezione crisi e cooperazione internazionale dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), aveva riferito di una situazione pandemica ancora tesa e con prospettive sfavorevoli. Le cifre in un certo senso non sembrano dargli torto, almeno se si guarda alla curva dei contagi (in leggero aumento) e a una campagna di vaccinazione tra le peggio riuscite in Europa occidentale. Intanto Swissmedic ha dato il via libera alla terza dose di vaccino (con i preparati Moderna e Pfizer) per le persone immunodepresse o particolarmente a rischio. La somministrazione del "booster" sarà disponibile da metà novembre. 

Proprio questi i temi principali del consueto infopoint che, oltre a Mathys, vede presenti Claus Bolte, capo della sezione autorizzazioni di Swissmedic, Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni (CFV) e Tanja Stadler, presidente della task force scientifica Covid-19.

«Contagi in aumento» - Patrick Mathys è il primo a prendere parola. E lo fa confermando le sue preoccupazioni già evidenziate la scorsa settimana: «Il numero di contagi è di nuovo in aumento», afferma. «L'incidenza maggiore è riscontrabile tra la popolazione giovane, nella fascia di età compresa tra 10 e i 19 anni».

«Attualmente si effettuano tra i 22 e i 23 mila test al giorno», prosegue. Mathys è convinto che i contagi continueranno ad aumentare, anche perché la campagna vaccinale ha registrato l'ennesimo rallentamento: «La situazione resta tesa», conclude sottolineando come, al momento, solo in due cantoni il tasso di riproduzione sia ancora inferiore a 1.

«Di questo passo i casi dovrebbero raddoppiare ogni due settimane» - È quindi il turno di Stadler, che conferma i timori per l'evoluzione della pandemia nei prossimi mesi. «Al momento, il numero di casi dovrebbe raddoppiare ogni due settimane», ammette la presidente della task force scientifica. «Intanto cresce la voglia di allentare le misure e con essa l'adesione alla campagna vaccinale». Di pari passo vanno i ricoveri per Covid 19. «Se non si vaccineranno più persone vedremo crescere il numero di ingressi in ospedale a causa del virus».

«Terza dose per evitare ricoveri» - Non manca un cenno al "booster" vaccinale. «Le persone anziane e vulnerabili potrebbero essere protette meglio con una vaccinazione di richiamo - aggiunge Stadler -. Da 10 a 20 mila ricoveri di anziani potrebbero essere evitati con una terza dose».

«Una protezione al 100% non è garantita nemmeno con la terza dose» - A questo punto Claus Bolte di Swissmedic interviene per fornire informazioni sul secondo richiamo (la terza dose): «In Svizzera siano orgogliosi di poter prendere decisioni in modo indipendente. Non come in altri paesi», afferma. «La protezione al cento per cento non è garantita né con la doppia né con la tripla vaccinazione. Ma una protezione fino al 90% sarebbe già un ottimo risultato».

Anziani e over 12 a rischio - La vaccinazione di richiamo è possibile non solo per gli anziani, ma anche per le persone dai 12 anni in su che appartengono alle categorie a rischio. «La Commissione federale per le vaccinazioni (CFV), raccomanda il richiamo per tutte quelle persone di età superiore ai 65 anni», interviene Christoph Berger.

«Con Moderna la terza somministrazione sarà metà dose» - Per il momento, invece, nessun "booster" per gli operatori sanitari. «Non sono particolarmente a rischio - spiega Berger -. Una raccomandazione in questo senso seguirà non appena saranno disponibili dei dati pertinenti. Al momento si raccomanda una terza dose con lo stesso vaccino a partire dai sei mesi dalla vaccinazione completa con Pfizer/Biontech. Lo stesso per Moderna. Per la terza somministrazione di Moderna viene inoculata solo metà dose».

Anche per il resto della popolazione, quindi, non è suggerita al momento la somministrazione della terza dose. Berger lancia un appello: «In questo momento è più importante che si vaccini chi ancora non l'ha fatto».

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