Gli oppositori delle misure ipotizzano un voto falsato alla Legge Covid-19
Tipress (archivio)
SVIZZERA
20.10.2021 - 10:350
Aggiornamento : 12:22

Gli oppositori delle misure ipotizzano un voto falsato alla Legge Covid-19

Alcuni sostenitori del no raccomandano di controllare da vicino i conteggi effettuati nei Comuni.

Una manipolazione dei voti sarebbe però praticamente impossibile, afferma l’esperto Stephan Ziegler.

BERNA - Il 28 novembre è giorno di voto. Il popolo svizzero tornerà ad esprimersi sulla Legge Covid-19, e in particolare sulla sua ultima modifica, decisa a marzo di quest’anno. Allora il Parlamento aveva istituito la base legale per il certificato Covid e per un allentamento delle restrizioni per vaccinati e guariti. In attesa del giorno X, la fiducia nelle autorità sembra starsi sempre più sgretolando, almeno tra gli oppositori del Covid-pass, che sospettano che il voto possa essere truccato. 

Tornare al voto in piazza - «Ciò che mi preoccupa di più è la manipolazione elettorale», si legge sul gruppo Telegram di Vaccination Damage Svizzera. «Penso che l'unica scelta più o meno affidabile sia la Landsgemeinde (ndr. voto per alzata di mano nella piazza pubblica utilizzato ancora oggi ad Appenzello Interno e Glarona), tutto il resto è suscettibile di falsificazioni», scrive qualcuno. 

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio - «Avere fiducia va bene, ma controllare è meglio», aggiunge Patrick Jetzer, co-presidente del gruppo PMI libere e ex dipendente di Pfizer. E si appella ai sostenitori del no alla legge Covid-19 perché controllino lo spoglio dei voti nei Comuni. Il colosso farmaceutico aveva licenziato Jetzer, che lavorava nel settore vendita, a settembre, dopo che aveva organizzato alcune dimostrazioni Corona-scettiche. 

Sospetti anche nella classe politica - Ma sarebbero anche politici di fama nazionale ad alimentare i dubbi sulla legittimità dei risultati del voto. Un utente di Telegram afferma di aver parlato con il consigliere nazionale UDC Pirmin Schwander di una «potenziale manipolazione elettorale». Il parlamentare gli avrebbe consigliato di non inviare la busta elettorale troppo presto e di proporsi per lo spoglio dei voti.

Un fenomeno preoccupante - La consigliera nazionale socialista Celine Widmer teme le accuse di falsificazione. «Purtroppo, questo riflette l'atmosfera infuocata attuale, le istituzioni sono oggetto di critica già da molto tempo». Se una delle due parti non cerca più argomenti, ma piuttosto dubita in anticipo del risultato, questo mette in pericolo la cultura del dibattito, aggiunge.

Sistema di ferro - Una manipolazione sarebbe inoltre, secondo il responsabile delle elezioni e votazioni del canton Zurigo Stephan Ziegler, praticamente impossibile. Questo perché ogni Comune conta i voti dei propri abitanti e non esiste un organo centrale che si occupa dello spoglio del voto, come ad esempio negli Stati Uniti. Le schede elettorali vengono inoltre compilate a mano, senza alcun ausilio tecnico. E per questo, conclude, «ogni voto può essere tracciato sulla carta». 

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