Tamedia
Ginevra
25.09.2021 - 20:000

Pastiglie contro il Covid? Dopo i vaccini è corsa ai rimedi da farmacia

Alcuni sono già raccomandati, altri in fase avanzata, mentre altri ancora sono già stati scartati

In fase di test ci sono anche delle pastiglie da assumere per via orale

GINEVRA - Vaccini a fine corsa, si punta ai medicamenti. Dopo un anno intenso di ricerche e una lunga campagna di vaccinazione, è tempo di spostare lo sguardo su quelli che potrebbero essere i medicamenti del futuro in fatto d'infezioni da Covid. Alcuni sono già raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), altri sono in fase avanzata o in alto mare, e poi ci sono quelli che non funzionano proprio.

Se lo sviluppo del vaccino è andato a ritmi ferrati, i medicamenti hanno ancora un lungo viaggio da fare. Al momento solo tre soluzioni sono state raccomandate dall'Oms. Il primo era stato autorizzato già un anno fa, a settembre 2020, per i pazienti adulti con decorso grave o critico. Sono i corticosteroidi e sono utili nell'abbassare la probabilità di decesso e nel prevenire l'intubazione. Erano poi seguiti a luglio 2021 il Tocilizumab e il sarilumab, anticorpi monoclonali, particolarmente indicati nei pazienti con decorsi gravi.

Ronapreve, la novità
E solo ieri un altro medicamento è stato approvato. Si tratta del Ronapreve, composto da una combinazione di due anticorpi monoclonali. A differenza degli altri due può essere utilizzato soltanto in due casi: nei pazienti che nonostante stiano avendo un'infezione non grave, hanno comunque una buona probabilità di finire in ospedale, come gli anziani o le persone con un sistema immunitario debole; e nei pazienti in cui il virus si sta sviluppando in modo grave o critico e che non hanno sviluppato gli anticorpi in seguito a un'infezione o a una vaccinazione. Il problema di questo medicamento sta nel prezzo, a 2'000 dollari la dose, una cifra per cui l'Oms si augura un ribasso.

Compresse e anticorpi
In fase di test ci sono poi al momento due tipi di preparati. Gli antivirali in compresse da assumere per via orale e degli anticorpi di nuova generazione. Dei primi, uno viene già testato su dei pazienti e come medicamento di prevenzione su delle persone che hanno avuto contatti con dei positivi. È il molnupiravir, della Ridgeback Biotherapeutics, e dei risultati sono attesi per la fine dell'anno.

Tra le aziende, ci sono Roche e Pfizer che stanno mettendo a punto delle soluzioni di questo tipo. Anche se in realtà la seconda si distanzia un po' in quanto sta testando un tipo di medicinale già in utilizzo tra le persone affette dall'Hiv.

Gli anticorpi in fase di sperimentazione sono invece due, di cui uno, l'AZD7442 di AstraZeneca, è già stato classificato dall'Unione europea come uno dei cinque medicamenti più promettenti. La francese Xenothera lavora su degli anticorpi policlonali, prodotti a partire dalle cellule di origine porcina e modificate in modo da essere umanizzate.

Altre soluzioni al Covid sono state testate nel tempo e infine scartate dall'Oms. Come l'idrossiclorochina, il remdesivir, l'ivermectina e la combinazione lopinavir-ritonavir.

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