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SVIZZERA / STATI UNITIParmelin, l'esempio della vigna per costruire un mondo «più innovativo e più resiliente»

21.09.21 - 23:55
Il presidente della Confederazione ha parlato alla 76esima Assemblea generale dell'Onu
keystone-sda.ch (Mary Altaffer)
SVIZZERA / STATI UNITI
21.09.21 - 23:55
Parmelin, l'esempio della vigna per costruire un mondo «più innovativo e più resiliente»
Il presidente della Confederazione ha parlato alla 76esima Assemblea generale dell'Onu

NEW YORK - Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha fatto ampiamente ricorso a esempi tratti dalla sua professione di vignaiolo durante il discorso che ha tenuto in occasione della 76esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, in corso a New York.

Parmelin, che ha parlato prima del presidente cinese Xi Jinping e dopo quello turco Recep Tayyip Erdogan, ha spiegato: «Per la maggior parte della mia vita professionale, sono stato un viticoltore. La viticoltura mi ha insegnato la pazienza, la perseveranza e la fiducia. Una vite impiega anni per crescere e produrre. Migliorare i vitigni è una scienza sottile per produrre i migliori vini. Dobbiamo rispettare la natura e adattarci alle condizioni naturali. Perché te ne parlo qui nel santuario delle Nazioni Unite?».

La pandemia «come la grandine o il gelo» - Il consigliere federale ha quindi affrontato il tema che da un anno e mezzo domina le vite in tutto il pianeta. «La pandemia di Covid-19 è un po' come la grandine o il gelo che possono improvvisamente devastare le viti: imprevista e destabilizzante. I bravi viticoltori vivono con questo rischio e sanno come riprendersi da tali colpi del destino». Il Sars-CoV-2 è «un disastro umano, sociale ed economico, i cui effetti si fanno sentire anche sulla pace e la sicurezza internazionali. I nostri cuori sono con tutte le vittime, dirette e indirette. Le lezioni da trarre da questi sviluppi ci fanno capire che dobbiamo anticipare le prossime crisi, prepararci ad affrontarle e mostrare solidarietà per costruire un mondo resiliente».

La resilienza - «Troppo spesso» ha osservato Parmelin «ci lasciamo trasportare da visioni a breve termine e dalla prospettiva di vittorie veloci. Occorre riscoprire il senso dell'attesa e la consapevolezza che ci sono sempre colpi di scena. Qual è il prossimo? Gli scienziati ci avvisano e identificano le minacce imminenti». La palla passa quindi nel campo della politica: «Conosciamo i rischi, dobbiamo prepararci e investire nella prevenzione. Dobbiamo darci i mezzi per raggiungere questo obiettivo. La ricerca, l'istruzione e la formazione professionale, in particolare per le ragazze e le donne, devono essere centrali per sviluppare l'accesso alla conoscenza, promuovere l'innovazione e rendere possibile l'azione. Più in generale, l'accesso alla conoscenza e al know-how ci fornisce le chiavi per anticipare e preparare il nostro futuro».

Solidarietà globale - Parmelin è tornato quindi alle sue amate vigne. «Quando si abbatte la grandine o il gelo, i viticoltori svizzeri si aiutano a vicenda, fanno appello all'assicurazione a cui hanno contribuito. Quando una crisi colpisce intere regioni, o anche il pianeta, la solidarietà deve essere globale e le soluzioni comuni. Le Nazioni Unite sono il luogo in cui vengono messe in comune conoscenze e risorse. L'organizzazione stessa è una lezione appresa dalle crisi passate».

Il ruolo della Svizzera - «La Svizzera lavora per Nazioni Unite efficaci ed efficienti e sostiene le riforme volte a migliorare la prevenzione dei conflitti, rafforzare il sistema di sviluppo delle Nazioni Unite e modernizzare i metodi di gestione. La Svizzera ha molto da offrire per affrontare le sfide che il mondo deve affrontare». Parmelin ha elencato cinque punti chiave per superare le varie sfide - dalla pandemia al cambiamento climatico e così via.

1) Vaccino accessibile a tutti - «Innanzitutto, per poter sconfiggere la pandemia, dobbiamo assicurarci che la vaccinazione sia accessibile a tutti nel mondo. La Svizzera si impegna a garantire un accesso equo e conveniente a vaccini, cure e diagnosi». Il contributo al programma Onu Covax è dell'ordine di 145 milioni di franchi svizzeri. «La Svizzera mette a disposizione risorse e si impegna in riforme che consentano un'azione efficace in questo campo».

2) Le catene internazionali del valore - Il mondo è sempre più connesso e interdipendente: le catene internazionali del valore, in particolare quelle che forniscono beni essenziali, sono un chiaro esempio. «Dobbiamo rafforzare la loro resilienza senza ricorrere a misure protezionistiche che minaccino la ripresa economica globale. Il quadro giuridico che disciplina il commercio internazionale deve tendere a rafforzare la certezza e la prevedibilità del diritto anche in tempi di crisi. L'Organizzazione mondiale del commercio ha un ruolo centrale da svolgere» ha affermato Parmelin.

3) Le risposte del cambiamento tecnologico - Digitalizzazione e cambiamento tecnologico offrono molte risposte alle varie sfide. «La Svizzera lavora a stretto contatto con il mondo accademico e il settore privato per sviluppare approcci tecnologici innovativi per progetti di sviluppo e riduzione della povertà. I rischi, però, esistono. Il mondo virtuale non è un'area senza legge. Nell'ambito dell'Assemblea generale, la Svizzera è impegnata nella promozione di una condotta statale responsabile e nell'applicazione del diritto internazionale nel cyberspazio. Partecipa inoltre agli sforzi per combattere la criminalità informatica».

4) Il cambiamento climatico - «Prendiamo sul serio il cambiamento climatico» ha assicurato Parmelin. «A livello nazionale, la Svizzera si impegna a favore della neutralità climatica entro il 2050. Sta attuando iniziative concrete, ad esempio con la realizzazione di progetti infrastrutturali che promuovono il trasferimento dalla strada alla ferrovia. Invito tutti i Paesi a puntare alla neutralità climatica entro il 2050 al più tardi e a presentare obiettivi climatici ambiziosi per il 2030. Allo stesso modo, la Svizzera si impegna a preservare la biodiversità».

5) L'importanza del dialogo - Il presidente della Confederazione ha concluso i cinque punti con quello che meglio, probabilmente, incarna lo spirito svizzero: il ruolo di mediazione. «In un mondo polarizzato, è più importante che mai tornare al dialogo. Con Ginevra internazionale, la Svizzera, fedele alla sua tradizione, offre una piattaforma neutrale, favorevole agli scambi. La Svizzera si adopera inoltre per promuovere il diritto internazionale, compreso il diritto umanitario, per evitare conflitti o ridurne gli effetti». 

La conclusione - Di nuovo la vigna nella conclusione dell'intervento di Parmelin. «La grandine o il gelo, a volte, continueranno a devastare le vigne del mio paese. Il nostro mondo dovrà ancora affrontare crisi in futuro. Diamoci solo i mezzi per affrontarli insieme, in spirito di cooperazione e solidarietà. Mettiamoci al lavoro per un mondo sempre più istruito, più innovativo, più resiliente e più giusto». 

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