L'odiatore di Berset perde il lavoro e viene indagato dalla Fedpol
20Minuten/Rochus Zopp
Il ristorante dell'SC Buochs, fino a settimana scorsa gestito dall'uomo
NIDVALDO/BERNA
15.09.2021 - 11:540
Aggiornamento : 16:51

L'odiatore di Berset perde il lavoro e viene indagato dalla Fedpol

L'esercente aveva minacciato di morte il ministro della Sanità svizzero tramite un video poi diventato virale.

«Condanniamo con la massima fermezza le sue dichiarazioni», ha dichiarato il suo ex datore di lavoro, l'SC Buochs.

BUOCHS - «Non venire in Svizzera centrale, non saprai mai se sul tram ci sarà qualcuno con una bomba». Sono parole pesanti, venute dopo l'annuncio dell'estensione del certificato Covid, quelle rivolte da un esercente nidvaldese al ministro della sanità Alain Berset tramite un video diffuso sui social network settimana scorsa. Parole diventate virali e che, decisamente, non sono rimaste impunite. Sì, perché l’uomo è stato licenziato e interrogato da niente meno che la Polizia federale.

Un ristoratore senza più ristorante - Dopo il grande clamore suscitato dal video, l’esercente, gestore del ristorante della società calcistica SC Buochs, ha incontrato i responsabili del club prima del fine settimana. La decisione di terminare la collaborazione lavorativa con il gerente è stata successivamente annunciata tramite social media dallo stesso club: «Condanniamo con la massima fermezza le dichiarazioni fatte. La visione e la filosofia della nostra associazione prevedono un’azione proattiva contro le tendenze negative, come ad esempio la violenza».

Salvi i dipendenti - Il copresidente del club sportivo, Daniel Gasser, ha dichiarato che si è trovata una soluzione provvisoria per tenere aperto il ristorante e che non ci saranno conseguenze per i dipendenti dell’ora ex gestore: «Tutti hanno ricevuto una nuova offerta e potranno continuare a lavorare da noi alle stesse condizioni».

L’interrogatorio - Riguardo invece all’indagine avviata dalla Fedpol nei suoi confronti, l’uomo si è dichiarato innocuo. «Non ho minacciato Berset che avrebbe dovuto stare attento a me personalmente. Non sono pericoloso», ha riferito al giornale CH-Media. Una visione che, a sua detta, sarebbe anche quella della Fedpol: «Mi hanno interrogato, ma se mi avessero ritenuto un pericolo non mi avrebbero di certo rilasciato subito dopo». L’uomo non sarebbe inoltre direttamente responsabile della pubblicazione del video, che sarebbe stato diffuso da amici di amici.

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