20min/Matthias Spicher
SVIZZERA
09.05.2021 - 11:030
Aggiornamento : 13:35

«Il 5G per evitare il collasso della rete»

La crescente trasmissione di dati, richiede una tecnologia più performante. Lo mostra uno studio Sotomo

La deputata Marionna Schlatter (Verdi): «Piuttosto si investa maggiormente nello sviluppo del cavo»

Internet

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - Nel 2019 la tecnologia 5G è ufficialmente sbarcata anche in Svizzera con l'attivazione delle prime antenne. Nel frattempo su tutto il territorio nazionale se ne contano più di cinquemila. Ma non sono ancora sufficienti per fare fronte alla crescente trasmissione di dati. Per evitare un collasso della rete, ne servono molte di più. Ma non sono poche le difficoltà con cui si devono confrontare gli operatori. Basti pensare che attualmente in tutta la Svizzera ci sarebbero circa 2'500 impianti bloccati da ricorsi, come scrive oggi la SonntagsZeitung.

Già oggi la tecnologia 4G sta arrivando al limite della propria capacità. E non è raro che in luoghi affollati anche soltanto per l'invio di un messaggio WhatsApp si riscontrino difficoltà di connessione. «Soltanto con una nuova generazione di telefonia mobile si può evitare il collasso» afferma l'esperto Michael Hermann di Sotomo, sulla base di uno studio realizzato su incarico dei liberali e del movimento Succèsuisse. Uno studio i cui risultati oggi vengono illustrati dal domenicale d'oltre San Gottardo.

I dati analizzati da Sotomo confermano, in sostanza, che la capacità di rete sta giungendo a un limite. Oggi almeno il 90% della popolazione elvetica utilizza uno smartphone. E rispetto al 2010, il volume di dati trasmesso attraverso la rete mobile è aumentato di duecento volte. E raddoppia ogni due anni.

La situazione in campagna - E l'utilizzo della rete dati non si fa sentire soltanto nelle città, ma anche e soprattutto in campagna. Si tratta delle aree in cui internet via cavo non è sufficientemente sviluppato. Attualmente viene impiegata in particolare la rete 4G, che è però una tecnologia risalente ormai a un'epoca in cui gli utenti trasmettevano un quantitativo di dati molto inferiore a oggi.

Col virus, solo una tregua - La pandemia di coronavirus ha dato un po' di tregua alla precaria situazione della rete. L'aumento del telelavoro e il passaggio dal trasporto pubblico a quello privato ha interrotto i picchi dei pendolari e ridotto i picchi di carico nelle aree metropolitane. Di conseguenza, l'utilizzo dei dati è stato distribuito meglio durante il giorno con minori congestioni di dati. La situazione diventerà più difficile con l’allentamento delle misure pandemiche: «La quantità di dati mobili è anche aumentata durante la pandemia. Quando il traffico dei pendolari tornerà alla normalità, vedremo nuovi picchi di dati e di conseguenza dei blackout. Dobbiamo quindi agire ora», afferma Ruedi Noser, membro del comitato direttivo di succèSuisse e consigliere agli Stati PLR.

La politica ritiene dunque che gli ostacoli posti allo sviluppo della rete 5G siano inammissibili. Così per esempio il consigliere agli Stati Hans Wicki (PLR): «Non possiamo permettere oltre che i contrari al 5G, che sono una minoranza, ci lascino nell'incertezza». Per il consigliere nazionale Lorenz Hess (Centro), è fondamentale che lo studio di Sotomo fornisca dati e fatti convincenti al dibattito.

Non ci sta invece la deputata Marionna Schlatter (Verdi), secondo cui per evitare il collasso della rete mobile bisogna investire nel cavo. E lo fa - come si legge ancora sulla SonntagsZeitung - criticando proprio gli operatori: «Preferiscono costruire nuova antenne piuttosto che la fibra ottica, che è più costosa».

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