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ZURIGO
04.04.2021 - 08:030
Aggiornamento : 10:05

Campagna vaccinale: alcuni medici di famiglia l'abbandonano

Come motivo, adducono l'impegno organizzativo e il rimborso limitato. La politica: «È increscioso. Alzare le tariffe».

ZURIGO - Aleggia una certa insoddisfazione tra alcuni medici di famiglia d'oltre Gottardo per le condizioni quadro alle quali possono partecipare alla campagna vaccinale contro il Covid-19. Qualcuno sta persino ritirando la propria disponibilità, scontento in particolare del rimborso economico che riceve per la somministrazione.

La segnalazione parte da un lettore zurighese di 20 Minuten, che si è visto indirizzare a un centro vaccinale cantonale dall'assistente del suo medico di famiglia: «Mi ha detto che hanno fatto 100 vaccinazioni e ora smettono», racconta il 66enne. «Mi sarei fatto volentieri vaccinare dal mio medico di famiglia: in fondo mi conosce e conosce la mia storia clinica», aggiunge.

Aria di scontento si respira anche a Zugo. «Due studi medici hanno fatto sapere che, al termine della somministrazione delle seconde dosi, probabilmente smetteranno con le vaccinazioni», informa il medico cantonale locale, Rudolf Hauri. Reticenze si percepiscono anche nel canton Turgovia: «Si sono annunciati singoli studi medici che non vogliono proporre il vaccino contro il Covid», fa sapere la medica cantonale, Agnes Burkhalter. I centri cantonali e i «molti» medici che continuano a immunizzare contro la malattia dovrebbero comunque permettere una rapida campagna vaccinale, assicura però.

A Zurigo, dove finora si sono annunciati o hanno già somministrato il vaccino 900 dei 2'800 medici di famiglia del cantone, anche la portavoce del Dipartimento della sanità, Lina Lanz, tranquillizza sul destino della campagna. «A seconda delle quantità di vaccini disponibili, nelle prossime settimane amplieremo, in collaborazione con la Società dei medici del Canton Zurigo, la lista dei medici di famiglia cui può essere consegnato il vaccino», spiega.

I medici di famiglia che non partecipano alla campagna vaccinale adducono come motivo della loro scelta il considerevole impegno organizzativo che vaccinare contro il Covid-19 comporta. «Ogni studio ci mette del suo economicamente e sovvenziona quindi la vaccinazione», lamenta il presidente dell'associazione Medici di famiglia e dell'infanzia Svizzera mfe, Philippe Luchsinger.

Per la somministrazione del preparato, fa notare il responsabile, servono più di un medico e una stanza: «Per l'organizzazione, gli studi devono consacrare completamente almeno una persona della squadra», sottolinea. Il rimborso, però, si ferma a 24.50 franchi a iniezione, cifra concordata in febbraio dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della Sanità con le casse malati. Secondo Luchsinger, 50 franchi sarebbero più adeguati.

«È increscioso che gli assicuratori malattia non riescano a concordare con i medici una tariffa decente», lamenta Ruth Humbel, consigliera nazionale dell'Alleanza del Centro (ex PPD) e presidente della Commissione della sanità della camera del popolo. «L'associazione dei medici deve tornare a contrattare e patrocinare la causa di buone tariffe per la sua clientela», le fa eco la consigliera nazionale socialista Yvonne Feri, anch'essa membro della citata commissione.          

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