Deposit - foto d'archivio
SVIZZERA / ITALIA
23.01.2021 - 22:550
Aggiornamento : 24.01.2021 - 10:04

I figli alla scuola privata di Zurigo, ma vogliono le norme italiane

Un gruppo di genitori si è rivolto a Repubblica per denunciare l'applicazione delle misure del Cantone anziché del Dpcm

Si spostano tra scuola, consolato e autorità cantonali: «Vogliamo che i bambini sopra ai 6 anni portino la mascherina anche in classe».

ZURIGO - Abitano a Zurigo, sono italiani e mandano i figli alla scuola italiana statale “Casa d’Italia”, con insegnamento bilingue tedesco-italiano (formazione primaria). E durante la pandemia vorrebbero che all'interno dell'istituto venissero applicate le norme del Dpcm di Giuseppe Conte, anziché quelle del Consiglio federale. La vicenda viene raccontata da la Repubblica, che raccoglie l'appello dei genitori.

Il piano di protezione della scuola (consultabile sul loro sito web) è dichiaratamente stato redatto «nell’osservanza delle misure precauzionali di contenimento e di contrasto del rischio di epidemia da Covid-19 previste dal Consiglio governativo del Cantone di Zurigo». In particolare - questi i punti contestati dai genitori apprensivi - l'uso della mascherina è "raccomandato fortemente" agli alunni della scuola primaria, sopra i 6 anni, ma non obbligatorio. Inoltre, "se un membro della comunità scolastica risulta positivo, il tracciamento dei contatti chiarisce i contatti individuali e, sotto la responsabilità del servizio medico cantonale, viene predisposta una quarantena per alunni, insegnanti o altri". «Non è possibile che quando emergono casi non venga ordinata la quarantena per tutti - si lamenta un genitore con il quotidiano italiano -. Ci sono anche bambini figli di persone "a rischio"».

Il gruppo di mamme e papà agguerrito critica anche la mail ricevuta dalla direttrice dell'istituto, in cui invita a «evitare assenze ingiustificate» facendo riferimento alle raccomandazioni della «Società svizzera di pediatria» secondo cui «il rischio che i bambini portino il virus a casa da scuola e lo diffondano è molto basso».

Ma i genitori non ci stanno e da novembre portano avanti le loro rivendicazioni a scuola, al consolato italiano e al Cantone. L'obiettivo è pretendere che nella scuola si applichi la normativa italiana contro il Covid-19. A Repubblica hanno raccontato che le autorità cantonali hanno ribadito la possibilità, da parte delle scuole private, di implementare le misure contro il contagio, ma «il dirigente scolastico non ha voluto introdurre l'obbligo di indossare la mascherina per i bambini».

Quindi, l'appello sulle pagine del quotidiano: «Chiediamo che tutti portino la mascherina protettiva in istituto, anche se dovremo affrontare "sterili discussioni" con gli altri genitori. È assurdo che in una scuola italiana non si applichino le leggi italiane».

 


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