20min/Stevan Bukvic (immagine illustrativa)
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22.01.2021 - 07:010
Aggiornamento : 09:53

La Svizzera teme le donne col burqa

Il 63% dei cittadini intende accettare l'iniziativa che chiede il divieto di dissimulazione del volto

Una maggioranza della popolazione ritiene che nel nostro paese ci siano centinaia di donne col viso coperto. È quanto emerge dal sondaggio di 20 minuti e Tamedia. Incerto l'esito degli altri due oggetti in votazione il prossimo 7 marzo

BERNA - In Svizzera sono pochissime le donne che indossano un burqa o un niqab. E si tratta in primo luogo di turiste. È quanto ha detto negli scorsi giorni il Consiglio federale, invitando quindi i cittadini a bocciare l'iniziativa popolare “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso” (Iniziativa anti-burqa) in votazione il prossimo 7 marzo.

In effetti una maggioranza della popolazione (il 28%) è convinta che in tutta la Svizzera ci siano tra le 100 e le 500 donne residenti solite a coprirsi il volto. C'è invece chi ritiene (e in questo caso si parla dell'6%) che siano più di diecimila. È quanto emerge dal primo sondaggio di 20 minuti e Tamedia che, in vista dell'appuntamento alle urne, ha interpellato oltre 15'000 persone.

Ecco dunque che attualmente per l'Iniziativa anti-burqa a livello nazionale si profila un “sì”, con i favorevoli al 63%. I contrari sono invece al 35%, mentre il 2% non ha ancora deciso come votare. E il sostegno è particolarmente alto in Ticino, dove i “sì” sono al momento al 71%. Al sud delle Alpi, lo ricordiamo, la legge cantonale sulla dissimulazione del volto è entrata in vigore nel luglio del 2016, dopo che nel 2013 il 65% dei cittadini aveva approvato la relativa iniziativa.

«Non fa parte della nostra cultura» - La maggioranza di chi intende votare “sì” all'Iniziativa anti-burqa (40%) è convinto che la dissimulazione del volto sia un'espressione dell'islam radicale e che quindi non sia parte della cultura occidentale. Tra i contrari prevale invece l'opinione (44%) che il divieto non sia necessario, in quanto nel nostro paese si contano solo poche donne con burqa o niqab. Il 41% sostiene inoltre che non spetta allo Stato dare disposizioni sull'abbigliamento.

Dai risultati del sondaggio si rileva, inoltre, una forte polarizzazione del voto: la Sinistra è contraria alla proposta, mentre PPD e PLR sono tendenzialmente a favore. Tra le fila dell'UDC i sostenitori sono infine al 93%.

Esito incerto per gli altri oggetti - Il prossimo 7 marzo saremo chiamati a esprimerci anche su altri due oggetti federali: la legge federale sui servizi d'identificazione elettronica e l'accordo di partenariato economico globale tra gli Stati dell'AELS e l'Indonesia. Per quanto riguarda l'identificazione elettronica, il risultato è attualmente incerto: il 45% si dichiara infatti favorevole, mentre il 47% è contrario. L'8% è indeciso.

Ancora più incerto è l'esito della votazione sull'accordo economico con l'Indonesia: il 20% degli intervistati non ha infatti ancora preso una decisione. Il 41% intende invece votare “si”, il 39% è contrario. Tra questi ultimi la principale preoccupazione riguarda la produzione dell'olio di palma in monocolture e con l'impiego di pesticidi velenosi, lavoro minorile e forzato, e pessime condizioni di lavoro.

Il sondaggio

Sono 15'089 le persone da tutta la Svizzera che dal 18 al 19 gennaio 2021 hanno preso parte al primo sondaggio 20 minuti/Tamedia sulle votazioni federali del 7 marzo 2021. Queste rilevazioni vengono condotte in collaborazione con LeeWas, che pondera i dati in base a variabili demografiche, geografiche e politiche. Il margine d'errore si attesta all'1,3%. Più informazioni su tamedia.ch/umfragen

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