20 Minuten / Michael Scherrer
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09.01.2021 - 23:320

Esercito a distanza? «Non penso che studierò sei ore al giorno»

Per cinquemila giovani la scuola reclute 2021 comincerà da casa con una formazione individuale. Ecco le reazioni

C'è chi è contento di poter trascorrere più tempo coi propri cari, mentre altri vorrebbero piuttosto andare direttamente in caserma

Fonte 20 Minuten / Daniel Krähenbühl
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

BERNA - Per cinquemila giovani la scuola reclute 2021 inizierà da casa. A causa dell'attuale situazione epidemiologica, l'esercito svizzero ha infatti optato per un arrivo in caserma scaglionato delle nuove leve. Durante le prime tre settimane, c'è quindi chi dovrà prepararsi dal proprio domicilio, seguendo una formazione a distanza. Le loro conoscenze saranno poi verificate con un test d'entrata. «Ci affidiamo alla responsabilità individuale» afferma Daniel Reist, portavoce dell'esercito. Ma la misura adottata divide gli animi delle reclute.

Volkan (20 anni): «Di certo a casa non imparerò molto per la scuola reclute»
«Quando ho saputo che dovrò recarmi in caserma tre settimane dopo il previsto, naturalmente ero contento. Ma poi ho visto tutto quello che c'è da studiare. Se poi non si passa la verifica, bisogna trascorrere i weekend in caserma. Una cosa che certamente non mi va. Sono comunque convinto che in caserma ci si possa preparare meglio che a casa. In particolare per quanto riguarda la pratica, per esempio con l'arma: è una cosa che al computer non si può proprio imparare». (Volkan assolve la scuola reclute presso le Scuole del rifornimento 45 di Friburgo)

Simon (19): «La mia ragazza è felice»
«Mi fa molto piacere che l'inizio della scuola reclute sarà scaglionato e che potrò quindi passare a casa le prime settimane. In quanto atleta, questo significa che potrò mantenere i miei ritmi abituali e prendere parte alle partite di pallavolo. Anche la mia ragazza è felice che mi potrà vedere più spesso. Sicuramente a casa studierò a sufficienza per il militare, in modo da superare la verifica. Ma dubito che studierò per sei ore al giorno, così come viene raccomandato. Tuttavia, penso che ci saranno molte reclute che si lasceranno andare e che poi dovranno trascorrere diversi fine settimana in caserma». (Simon è stato assegnato alle Forze aeree a Dübendorf, ma dovrà recarsi in caserma appena il prossimo 8 febbraio)

Mario (20): «Preferirei cominciare subito in caserma»
«Non mi sembra una buona idea che una parte delle reclute assolva le prime settimane della scuola reclute da casa. Innanzitutto, tutte le reclute andrebbero trattate allo stesso modo. L'esperienza personale mi dice, poi, che a casa non studio allo stesso modo che in caserma. Ma non voglio nemmeno passare i weekend in caserma perché non ho superato la verifica. A dire la verità, preferirei cominciare subito in caserma. È bello che si possa dormire nel proprio letto e che durante la settimana si possa anche uscire, ma per me è chiaro che ci sono più svantaggi che vantaggi». (Per Mario il prossimo 8 febbraio inizia il servizio presso la Scuola del genio a Brugg AG)

Geronimo (19): «Abbiamo ottenuto la soluzione migliore»
«Mi chiedo come debba funzionare la scuola reclute da casa. Non credo che nessuno lo possa immaginare. A differenza delle reclute che dovranno andare direttamente in caserma, penso che abbiamo ottenuto la soluzione migliore. In questo modo possiamo restare nel nostro ambiente e durante la settimana incontrare ancora gli amici. Non credo però che sia ingiusto: d'altronde è una situazione dovuta alla pandemia. Tuttavia non penso che a casa potrò raggiungere lo stesso livello a cui arriverei in caserma. Sono comunque curioso di vedere come andranno queste tre settimane da casa». (Geronimo passa le prime tre settimane della scuola reclute a casa invece che nella caserma di Thun)

Sandro (19): «Sono contento di non dover fare il test»
«Comprendo il motivo per il quale l'esercito ha optato per questa soluzione: tutti vogliamo restare in salute. È un po' ingiusto nei confronti di coloro che devono andare direttamente in caserma. Ma sono contento di non dover fare il test dopo tre settimane di ozio casalingo. Non sono infatti convinto che le reclute a casa si impegneranno molto. Alla fin dei conti non ho mai conosciuto nessuno che era motivato iniziando la scuola reclute» (Sandro inizia la scuola reclute in caserma a Frauenfeld)

Michael (19): «C'è chi per più settimane non potrà tornare a casa»
«Non mi infastidisce il fatto che noi dobbiamo entrare in servizio in caserma, mentre altri per tre settimane possono ancora restare a casa. Chi non si preparerà a sufficienza, se ne pentirà al più tardi al momento della verifica in caserma. Ho la sensazione che in molti la dovranno ripetere più volte. E quindi per più settimane non potranno rientrare a casa. E non solo: immagino che lo studio individuale della materia militare sia molto più impegnativa rispetto a quando un professionista te la spiega». (Per Michael la scuola reclute comincerà nella caserma di Coira il prossimo 18 gennaio)

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